giovedì 4 febbraio 2016

IL DEICIDIO

L’UCCISIONE DI CRISTO SECONDO SAN TOMMASO



San Tommaso D'Aquino
San Tommaso dAquino tratta esplicitamente il problema della responsabilità morale dei giudei nella crocifissione di Nostro Signor Gesù Cristo. Nella Somma Teologica (III, q. 47, a.5), infatti, si domanda ‘Se i carnefici di Nostro Signore lo conoscessero come il Cristoe risponde con una distinzione che seguiremo per tutto l’articolo: I MAGGIORENTI (principes judeorum) “lo conobbero come Cristo... essi infatti vedevano avverarsi in Lui tutti i segni predetti dai profeti. Ma essi non conobbero il mistero della sua DIVINITÀ... Però bisogna notare che la loro IGNORANZA NON LI SCUSAVA dal delitto percsi trattava di IGNORANZA AFFETTATA. Essi infatti vedevano i segni evidenti della della sua divini, ma PER ODIO E PER INVIDIA verso Cristo li travisavano, e così NON VOLLERO CREDERE alle sue affermazioni di essere il Figlio di Dio. ...Essi dissero a Dio Allontanati da noi non vogliamo conoscere le tue vie(Iob. 21, 14). Mentre IL POPOLO (i minores) ... NON conobbe PIENAMENTE NÉ che Egli era CRISTO, che era il FIGLIO NATURALE DI DIO” (In corpore).

Anche nel commento alla prima Epistola ai Corinti San Tommaso scrive: “I PRÌNCIPI dei giudei SAPEVANO CON CERTEZZA CHE ERA IL CRISTO PROMESSO DALLA LEGGE... Ma il fatto che fosse VERO FIGLIO DI DIO, non lo sapevano certamente ma lo CONGETTURAVANO; però tale congettura era OSCURATA in loro DALLA INVIDIA E DALLA CUPIDITÀ della loro gloria che vedevano essere diminuita dalla eccellenza di Cristo  “(in I am ad Cor, cap.2, lect. 2 n°93, Marietti, Torino l953).

Gesù davanti ad Ann


OBIEZIONI E RISPOSTE

San Tommaso stesso si muove più obiezioni alle quali risponde in maniera esaustiva. Si affaccia a questo punto una obiezione: se non uccisero la divinità (che in Cristo non morì), i giudei sono colpevoli soltanto di semplice omicidio (e non di DEICIDIO ndr). Al che rispondo: Se qualcuno insudicia intenzionalmente la veste del Re, non viene considerato colpevole di reato allo stesso modo che se ne avesse imbrattato la persona? Perciò sebbene non abbiano ucciso la natura divina di Cristo (cosa impossibile), GLI AUTORI MORALI DELLA MORTE DI GESÙ HANNO MERITATO, in base alle loro intenzioni, UNA GRAVISSIMA CONDANNA. ...Chi lacerasse un decreto regio, attenta alla stessa maestà regale; e quindi IL PECCATO DEI GIUDEI È DI TENTATO DEICIDIO” (In Symb. Ap.,a. 4, n° 912, Opuscola theologica; De re spirituali, Marietti, Torino 1954).
Si noti inoltre che per il mistero dell’Unione Ipostatica, la natura umana di Cristo sussisteva nella Persona divina del Verbo, quindi è lecito dire che gli ebrei uccisero Dio, anche se non scalfirono neppure la sua natura divina, ma colsero soltanto quella umana. ‘Actiones et passiones sunt suppositorum’ insegna la sana filosofia.
Così il Santo conclude questo articolo della Somma Teologica: “Vedendo i giudei le mirabili opere di Cristo, PER ODIO, NON VOLLERO AMMETTERE CHE EGLI ERA IL FIGLIO DI DIO” (ad 2um).
La loro fu dunque una IGNORANZA AFFETTATA che non scusa dalla colpa, ma piuttosto l’AGGRAVA: infatti essa dimostra che uno è talmente intenzionato a peccare, che preferisce rimanere nell’ignoranza per poter fare il peccato. “ET IDEO JUDEI PECCAVERUNT, NON SOLUM HOMINIS CHRISTI, SED TAMQUAM DEI CRUCIFIXORES” (S.T., III, q.47, a.5, ad 3um).
A questo punto ci si può muovere facilmente un’altra obiezione con le parole stesse di Nostro Signor Gesù Cristo: “Padre PERDONA LORO, perché NON SANNO quello che fanno” (Lc. XXIII, 34).
S.Beda spiega: “Prega PER COLORO CHE NON SAPEVANO QUELLO CHE FACEVANO” (6 Expositio super Lucam 23, 34).
S. Tommaso a sua volta dice: “La scusa pronunciata dal Signore si riferiva NON AI CAPI dei giudei, MA ALLA GENTE DELPOPOLO” (S.T., III, q.47 a.6 ad lum) e nel ‘corpo dell’articolo prosegue: 
I CAPI dei giudei conobbero che Gesù era il Cristo: e se vi fu in essi ignoranza, fu IGNORANZA AFFETTATA, CHE NON POTEVA SCUSARLI. Perciò il loro peccato fu gravissimo... LA MASSA invece del popolo giudaico commise un peccato gravissimo quanto al genere: DIMINUITO però IN PARTE dalla ignoranza non affettata” (In corpore).
Si noti inoltre che Nostro Signore dice: “PERDONA loro”; quindi presuppone un peccato, altrimenti non chiederebbe di perdonare ove non vi fosse colpa. “Se chiedeva per essi perdono, vuol dire che la loro colpa c’era: e la richiesta del PERDONO equivaleva alla richiesta al Padre di DONARE LORO LA GRAZIA DEL PENTIMENTO e della CONVERSIONE” (P. C. LANDUCCI: Miti e realtà, ed. La Roccia, Roma 1968, p.258). S.Tommaso conclude perciò il ‘sed contra’ con queste parole lapidarie: “ISTI (judei) DEUM CRUCIFIXERUNT”.

L’UCCISIONE DEL VERBO

Viene spontaneo chiedersi a questo punto: 
Ma allora i Capi dei giudei sapevano che la Persona che crocifiggevano era Dio stesso incarnato, la seconda Persona della SS.Trinità?”
È ancora S.Tommaso a risolvere il dubbio,naturalmente con un “Distinguo”.
“PRIMA DEL PECCATO ORIGINALE l’uomo ebbe FEDE ESPLICITA dell’INCARNAZIONE DI CRISTO... non in quanto era ordinata a liberare dal peccato con la Passione e la Risurrezione, perché l’uomo non prevedeva il suo peccato. Invece si arguisce che credeva nell’Incarnazione del Verbo (in quanto ordinata alla pienezza della gloria) dalle parole: ‘L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si stringerà alla moglie’ (Gen. II, 24). Parole che secondo S.Paolo stanno ad indicare il ‘gran mistero in Cristo e nella Chiesa’ (Ef. V, 32); mistero che non è credibile che Adamo abbia ignorato (S. Th. II II q. 2, a.7 In corpore).
In breve quando Dio parlò ad Adamo del Matrimonio gli spiegò che era una figura dell’unione di Cristo e della Chiesa; gli dovette spiegare quindi allora il mistero della Trinità ed Unità di Dio e quello dell’Incarnazione del Verbo.
“DOPO IL PECCATO ORIGINALE - prosegue S. Tommaso - IL MISTERO DEL- L’INCARNAZIONE FU CREDUTO ESPLICITAMENTE ANCHE RISPETTO ALLA PASSIONE E RESURREZIONE, con le quali l’umanità viene liberata dal peccato... Altrimenti gli antichi non avrebbero prefigurato la Passione di Cristo con i sacrifici... E di questi sacrifici i MAGGIORENTI (principes Judeorum) conoscevano ESPLICITAMENTE il significato; mentre il popolo ne aveva soltanto una conoscenza confusa” (ib. In corpore). Perciò i prìncipi dei giudei avevano una conoscenza esplicita del mistero dell’Incarnazione Passione e Morte del Verbo.
Quanto poi al mistero della Trinità S. Tommaso risponde: “FIN DAL PRINCIPIO fu NECESSARIO per salvarsi CREDERE IL MISTERO DELLA TRINITÀ. ...Non è possibile credere esplicitamente il mistero di Cristo, senza la fede nella Trinità... Perciò PRIMA DI CRISTO IL MISTERO DELLA TRINITÀ FU CREDUTO COME IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE e cioè ESPLICITAMENTE DAI MAGGIORENTI ed IN MANIERA IMPLICITA e quasi velata DALLE PERSONE SEMPLICI” (II II q.2, a 8 In corpore).
Lo stesso concetto è ripreso nel ‘Com- mento alle Sentenze’: “Dopo il Peccato Originale, prima dell’Avvento di Cristo, alcuni avevano la FEDE ESPLICITA nel Redentore, ai quali era stata fatta una RIVELAZIONE SPECIALE, ed essi erano i MAJORES. Altri invece, come i MINORES avevano una FEDE IMPLICITA (nel Redentore) NELLA FEDE DEI MAJORES” (In 3° Sent., dist.25, q.2, a.2, qcq.2). Ed ancora: “Sia prima che dopo il Peccato Originale fu necessario che i MAJORES AVESSERO UNA FEDE ESPLICITA NELLA TRINITÀ; non fu tuttavia neces- sario per i minores dopo il peccato. ... E similmente dopo il Peccato Originale fino al tempo della grazia i MAJORES erano tenuti ad AVERE LA FEDE ESPLICITA NEL REDENTORE, i MINORES invece SOLTANTO IMPLICITA o nella fede dei patriarchi e dei profeti” (De verit. q.14, a.11, Rdq).
Ancora nel commento alla Epistola agli Ebrei S.Tommaso afferma: “Alcuni più esplicitamente (credevano alla Trinità, ndr), ed erano i majores ai quali fu fatta ALI QUANDO REVELATIO SPECIALIS” (Ad Haebr. cap.XI lectio II n°576, Marietti, Torino 1953).

MISTERO D’INIQUITÀ

I prìncipi dei giudei sapevano perciò che la Persona che stavano crocifiggendo era la seconda Persona della SS.Trinità, Vero Dio come il Padre e lo Spirito Santo, incarnatosi per la salvezza dell’uomo, ma per OR- GOGLIO, ODIO, INVIDIA, non vollero ammetterlo. Come è possibile una cosa del genere? Ebbene, “nihil sub sole novi”. Già Lucifero aveva peccato ad occhi aperti, non per un errore (che nell’Angelo non è possibile in quanto intuisce e non deve ragionare) ma per una INCOSIDERAZIONE ATTUALE (come dicono i teologi), vale a dire in quanto scelse un bene creato qualsiasi (la propria eccellenza), non ordinandolo ad un Bene superiore: il Summum Bonum o la glo- ria di Dio (cf. ZUBIZZARRETA: Theologia dogmatico-scholastica, vol.II, De Deo Creatore, n° 900-902, ed.4a, Editiones el Carmen, Vitoria 1948). Il suo fu un peccato di SUPERBIA accompagnato da un peccato di INVIDIA, in quanto l’Angelo stimò che l'eccellenza di Dio fosse un impedimento al- la sua propria e fece tutto ciò non spinto dal- la passione o per fragilità, ma con estrema lucidità e conoscenza e perfetta adesione della volontà. Come è possibile ciò? MISTERIUM INIQUITATIS! Anche nella dannazione che è un male in sé, l’Angelo ha preferito vedere una parte di bene apparente (ai suoi occhi): la caparbietà di rivoltarsi a Dio, di “affermarsi” e di dire NON SERVIAM! “Gli Angeli ribelli, gonfiatisi della propria beatitudine naturale, scelsero la propria perfezione come beatitudine sufficiente e bastante a se stessi senza sottomissione e ordine a Dio” (ZUBIZZARRETA ib.) Da allora il diavolo ha continuato a tentare l’uomo, da Adamo ai nostri giorni con l’orgoglio e l’invidia, sussurrandogli all'orecchio che può bastare se stesso, che non ha bisogno di adorare Dio. ‘Eritis sicut dii’; così i prìncipi dei giudei preferirono la propria eccellenza a quella del Verbo Incarnato e lo misero in Croce.

IL DEICIDIO SECONDO UN EBREO CONVERTITO

Vediamo ora (affinché non ci si accusi di antisemitismo) come proprio un ebreo convertito spiega il peccato di DEICIDIO.
“Abbagliati dalla luce che emanava da Nostro Signor Gesù Cristo, ma PERTINACI, COME lo erano stati LUCIFERO e gli Angeli ribelli (i prìncipi dei giudei) NON VOLLERO decidersi a riconoscere come Messia un uomo il cui aspetto umiliato contrariava i loro sogni di ambizione, e le sue virtù i loro vizi. ... Si decisero di sbarazzarsi... del vero Messia che era loro di peso. Oramai accecati di odio avrebbero terminato di compiere tutte le profezie riguardo al Messia ...fino alla sua crocifissione. Fu allora che durante tre anni fermentò nel loro CUORE INDURITO ED OSTINATO, il piano infer- nale previsto nei minimi dettagli dal libro della Sapienza: ‘Facciamo cadere il Giusto nelle nostre trappole, perché ci rimprovera la violazione della Legge e perché ci umilia denunciando le colpe della nostra condotta. ... La sola sua vista ci è diventata insopportabile poiché la sua vita non è come quella degli altri... ci considera come vanitosi ....CONDANNIAMOLO ALLA MORTE PIÙ INFAME’ (Sap. II, 12-21). ... Tuttavia il Messia ...aveva deciso di tentare,in un ultimo sforzo d’amore, di strapparli al loro accecamento. ...Caifa si alza e con voce solenne chiede a Gesù: ‘Ti scongiuro nel nome del Dio vivente di dire se tu sei il Messia, il figlio del Dio benedetto’.
E Gesù gli rispose: ‘IO LO SONO’... Tutti i membri del Sinedrio si alzarono gridando ‘È degno di morte’ ...I Capi del popolo han- no dunque PIENAMENTE CONOSCIUTO CHE GESU’ ERA IL MESSIA. Ciò che hanno IGNORATO era che il Messia fosse anche il Figlio naturale di Dio.... 

Tuttavia questa IGNORANZA della divinità del Messia NON POTREBBE SCUSARE i Capi del popolo. ...In loro infatti questa IGNORANZA NON ERA INVOLONTARIA... O COMPATIBILE CON LA BUONA FEDE... NO! QUESTA IGNO- RANZA DELLA DIVINITÀ DEL MESSIA ERA COLPEVOLE. ...Ma siccome NON LO VOLEVANO COME MESSIA, BENCHÉ SAPESSERO CHE LO ERA... di partito preso, CHIUSERO GLI OCCHI DAVANTI ALLE PROVE DELLA SUA DIVINITÀ... di modo che non vollero neppure esaminare se Gesù il Messia potesse es- sere il Figlio di Dio (Figlio di Dio per natura e non per adozione). ...È ciò che in linguaggio teologico si chiama l’IGNORANZA AFFETTATA. Nell’atto del DEICIDIO vi è dunque a carico del Sinedrio una duplice colpa: CONOSCENZA CHIARA CHE L’UOMO CHE INCHIODAVANO alla Croce ERA IL MESSIA E IGNORANZA COLPEVOLE CHE FOSSE DIO”. [A. LE- MANN: Histoire complète de l’idée messianique (1909), Reimpression: Compagnons- de Saint Michel, Belgique 1974, pp. 394-401].
Come è facile vedere la spiegazione dataci è la stessa che ha fornito S.Tommaso, e non è assolutamente antisemita.

LA COLPEVOLEZZA DELLA FOLLA

Il peccato di Deicidio è da attribuirsi quindi ai Capi del popolo in maniera molto grave.
LA FOLLA tuttavia HA IGNORATO IN MODO COLPEVOLE, in quanto TALE IGNORANZA ERA VINCIBILE,che Gesù fosse il Messia e il Figlio di Dio.
Però la SCUSA DELLA FOLLA è che FU INGANNATA e precipitata nell’ignoranza DAL SINEDRIO. La folla perciò è MENO COLPEVOLE dei Capi MA OGGETTIVAMENTE SEMPRE COLPEVOLE. Quando infatti Pilato concede ai giudei di crocifiggere Gesù e dice: “Sono innocente della morte di questo giusto” rende l’ebraico “naqîmin”, cioè “la responsabilità è vostra” e la folla rispose: “Che il suo sangue ricada su di noi”. Tale espressione «è una presa di responsabilità. ...Queste parole significano: ‘che la responsabilità sia tutta nostra e dei nostri figli’! ...Così intesa, la risposta dei giudei è la risposta tipica alle ul- time parole di Pilato: “Io sono innocente (non responsabile) del sangue di questo giusto”. I giudei gli rispondono per liberarlo da ogni responsabilità: ‘noi e i nostri figli saremo responsabili del suo sangue’». (F. SPADAFORA: Pilato, Istituto Padano Arti Grafiche, Rovigo 1973, pp.129-130).

L’OPINIONE DI MARITAIN


Lo stesso Jacques Maritain, pur con molte inesattezze, afferma tale dottrina.
«L’espressione ‘colpabilità tragica’ è approssimativa e deficiente (riguardo al Deicidio, ndr) poiché è analoga al concetto di fatalità. Ma... la colpa non è fatale. ...La libertà umana ...fa liberamente... il male che Dio ha deciso di permettere ab aeterno... LA LIBERTÀ E LA RESPONSABILITÀ SUSSISTONO (NELLA CONDANNA DI GESÙ CRISTO, ndr) e PER CONSEGUENZA LA COLPA è stata quella di un numero ristretto di persone, i prìncipi dei sacerdoti: e in una certa misura la folla di allora, cieca e crudele come lo erano stati gli assassini dei profeti.
I CRISTIANI ...HANNO BUONE RAGIONI PER CHIAMARE QUESTO PECCATO UN CRIMINE DI DEICIDIO: LO ERA DE FACTO . ... I cristiani credono che a causa dell’accecamento dei suoi capi spirituali, Israele abbia fallito la sua missione e che i giudei siano stati privati dell’esercizio attuale dei loro privilegi, e siano stati abbandonati al mondo, e che resteranno così spodestati fino a che non crederanno nel loro Messia che hanno crocifisso» (J. MARITAIN: Le mystère d’Israel, Desclée De Brouwer, Paris 1965, pp. 213-216 ).


L’OPINIONE DI MONS. SPADAFORA

“Ogni tentativo fatto ...di limitare la piena RESPONSABILITÀ COLLETTIVA DEI GIUDEI, Capi e popolo, NELLA CONDANNA A MORTE ...di NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO ...CONTRASTA CON tutta LA DOCUMENTAZIONE DEI NOSTRI QUATTRO EVANGELI. E questo vale... per tutto il popolo giudaico che... ratificò completamente, in pieno, la sentenza dei suoi Capi, opponendo dappertutto... questa resistenza feroce alla Chiesa nascente e continuando nei discepoli di Gesù l’opera di persecuzione a morte. Nelle parole di Gesù, nel racconto dei quattro Evangelisti, risulta ineccepibilmente la RESPONSABILITÀ COLLETTIVA, per quel PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ, ereditato da tutto il VecchioTestamento...” (F. SPADAFORA: Cristianesimo e giudaismo, ed. Krinon, Caltanissetta 1987,1a ed p.64).

L’OPINIONE DI MONS. CARLI

Perciò se da una parte è pur vero che soltanto una parte del popolo giudaico (inteso in senso etnico -politico) vivente ai tempi di Gesù in Palestina e nella Diaspora abbia preso parte attiva alla crocifissione fisica di Gesù, «Non rimane scagionato da colpa o da pena il GIUDAISMO la religione giudaica, cioè il popolo INTESO IN SENSO RELIGIOSO! ... A me sembrano essere nel vero i numerosi e valenti esegeti i quali vedono emergere chiaramente da tutta l’economia del Vecchio Testamento... IL PRINCIPIO DELLA ‘RESPONSABILITÀ COLLETTIVA’ nel bene come nel male. ... L’intero popolo è ritenuto responsabile e quindi punito, per i delitti commessi ufficialmente dai suoi Capi, anche quando gran parte del popolo ne sia estranea. Ritengo legittimo poter affermare che TUTTO IL POPOLO GIUDAICO dei tempi di Gesù -INTESO IN SENSO RELIGIOSO, cioè quale collettività professante la religione di Mosè - FU RESPONSABILE in solidum DEL DELITTO DI DEICIDIO, quantunque soltanto i Capi, seguiti da una parte degli adepti, abbiano materialmente consumato il delitto...
LA SENTENZA DI CONDANNA FU EMANATA DAL CONCILIO (Jo.XI, 49 sg.),cioè dal massimo organo autoritativo della religione giudaica. ...Fu il sacerdozio aronitico, ...a condannare il Messia. È LECITO, pertanto, ATTRIBUIRE IL DEICIDIO AL GIUDAISMO, IN QUANTO COMUNITÀ RELIGIOSA. In questo senso ben precisato, .. ANCHE IL GIUDAISMO DEI TEMPI POSTERIORI A NOSTRO SIGNORE PARTECIPA OGGETTIVAMENTE DELLA RESPONSABILITÀ DEL DEICIDIO, nella misura in cui tale giudaismo costituisce la libera e volontaria continuazione di quello di allora» (LUIGI M. CARLI: La questione giudaica davanti al Concilio Vaticano II, in “Palestra del Clero”, n°4, 15 febbraio 1965, pp.191-203).
POSSONO I GIUDEI VENIR CHIAMATI ‘RIPROVATI’ DA DIO?
La riprovazione di cui si parla ora non è quella che designa l’azione della Provvidenza di Dio riguardo al consegui- mento del fine ultimo da parte di OGNI SINGOLA ANIMA.
Il nostro problema riguarda un POPO- LO (in senso RELIGIOSO e non politico- etnico o razziale) il cui fine si esaurisce nel tempo e che nel tempo deve avere premio o castigo. Resta salvo perciò il dogma che Dio “vuol che TUTTI SI SALVINO”(1 Tim. 2, 4); anche IL SINGOLO GIUDEO in buona fede,quindi, riceve da Dio la GRAZIA SUFFICIENTE per salvarsi l’anima. (Per chiarezza è bene ricordare che la parola “riprovare” etimologicamente significa: reputare inutile, disapprovare, rigettare, sconfessare ndr). “Parlare di riprovazione o meno di Israele non può significare altro che affermare o negare che quella COMUNITÀ in quanto tale ABBIA CONSEGUITO o meno IL FINE TERRESTRE PER IL QUALE DIO L’AVEVA ELETTA... Il vecchio Israele, a causa della sua incredulità, è stato da Dio privato del suo ruolo speciale che avrebbe dovuto avere nella storia della salvezza... è subentrato il nuovo Israele, la Chiesa. ...Israele ad un dato momento della sua storia risulta aver infranto il Patto di Alleanza con Dio... per il fatto di aver rifiutato il fine stesso del Patto rifiutando Gesù: ‘finis enim Legis Christus’ (Rom. X, 4). ...Automaticamente rimase senza scopo, frustrata in pieno, l'elezione di Israele; perdettero la loro ragione sufficiente i privilegi ad essa connessi. ...La religione mosaica la quale,per disposizione dichiarata di Dio, doveva sfociare nel cristianesimo per trovarvi il proprio fine e la propria perfezione, si è così invece costantemente rifiutata di aderire a Cristo... Per propria colpa si è cristallizzata in una situazione obiettiva di contrarietà al volere di Dio. ...Si tratta di un positivo opporsi al volere di Dio. ...Sotto questo profilo IL RAPPORTO TRA CRISTIANESIMO E GIUDAISMO È DI MOLTO PEGGIORE DEL RAPPORTO TRA CRISTIANESIMO E ALTRE RELIGIONI. ISRAELE, nel piano di Dio, era tutto relativo a Cristo e al cristianesimo. Non avendo avverato, per propria colpa, tale e tanta ‘relatività’, DA SE STESSO SI È POSTO IN UNO STATO DI OBIETTIVA ‘ R I P R O V A Z I O N E ’ . E TALE STATO PERDURERÀ FINO A QUANDO IL GIUDAISMO RELIGIONE NON AVRÀ UFFICIALMENTE e globalmente RICONOSCIUTO ED ACCETTATO GESÙ CRISTO” (MONS. CARLI: op.cit.).

POSSONO I GIUDEI VENIR CHIAMATI ‘MALEDETTI’ DA DIO ?

«NON si tratta di MALEDIZIONE FORMALE... Si vuole soltanto indicare una MALEDIZIONE OGGETTIVA, cioè una situazione concreta, sulla quale Dio esprime il suo giudizio di condanna. (oggettivamente Israele avendo rifiutato il piano di Dio, si trova in uno stato di rivolta e di sterilità, che è CONSTATATA e CONDANNATA o “MALEDETTA” da Dio fino a che non si converta da tale stato, Dio-infatti- vuole che il peccatore viva e si converta e torni a penitenza,ndr). ...Tale situazione è stata libera- mente accettata da Israele finché dura questa libera accettazione permane lo stato di “oggettiva maledizione”. ...VA PERÒ CATEGORICAMENTE NEGATO CHE AL- CUNA AUTORITÀ UMANA, PRIVATA O PUBBLICA, POSSA, A QUALSIVOGLIA TITOLO O PRETESTO FARSI ESECUTRICE DELLA PENA CONNESSA AL GIUDIZIO DIVINO DI CONDANNA. ...Ciò premesso, esprimo il parere che il GIUDAISMO (SEMPRE INTESO IN SENSO RELIGIOSO e non etnico-politico) POSSA legittimamente DIRSI “MALEDETTO”, allo stesso titolo e nella stessa misura in cui, ... può dirsi “riprovato” da Dio. Del resto già in San Paolo l’idea di maledizione ... è affine... a quella di riprovazione ... (chiunque non porta frutto di opere buone è “maledetto” da Dio come il fico (Mc 11, 21) di cui Dio constatò e condannò la sterilità, ndr). ... Questo stato di “maledizione” (o condanna della sterilità già constatata, ndr) cesserà soltanto alla fine dei tempi, quando “omnis Israel salvabitur” (Rom. XI, 26) Quando cioè accetterà la salvezza messianica » (Mons. L.M. CARLI, op.cit.).

IL DEICIDIO E IL CONCILIO VATICANO II

La dichiarazione conciliare “Nostra Aetate”; (28 ottobre 1965) recita: “Quanto è stato commesso durante la Passione non può essere imputato né indistintamente a tutti gli ebrei allora viventi, né agli ebrei del nostro tempo..." GLI EBREI NON DEVONO ESSERE PRESENTATI come RIPROVATI da Dio, NÉ come MALEDETTI, quasi che ciò scaturisse dalla S. Scrittura” (Nostra Aetate 4 g, h).
Ora nel corso dell’articolo abbiamo proprio visto come la S. Scrittura ci presenti gli ebrei come RIPROVATI e MALEDETTI da Dio.
Il Concilio asserisce inoltre che la morte di Nosto Signore è “DOVUTA AI PECCATI DI TUTTI GLI UOMINI” (Nostra Aetate 4), e questo è pacifico quanto alla causa remota; invece la CAUSA PROSSIMA della MORTE DI GESÙ furono i GIUDEI (Giuda, prìncipi e folla), come è stato dimostrato ‘ad abundantiam’ per quel che riguarda il DEICIDIO.
Come conciliare ora la dottrina del Vaticano II con quella tradizionale? E’ impossibile! (cf. don Ricossa: Il gran Sinedrio in Vaticano, in Sodalitium n° 9, 1985, pp. 5-21).
Resta da vedere come si è potuti arrivare a tale dichiarazione conciliare con 2041 placet,88 non placet e 3 voti nulli!
«La mozione votata a Roma dimostra da parte di molti Padri conciliari una profonda misconoscenza del giudaismo; Sembra che essi si siano attenuti solo all’ASPETTO UMANITARIO DEL PROBLEMA, presentato abilmente dai portavoce del giudaismo mondiale. ...Infatti all'origine delle riforme proposte dal Concilio per modificare l’atteggiamento e la dottrina secolari della Chiesa verso il giudaismo... vi sono diverse personalità ed organizzazioni ebree: Jules Isaac, Labelkatz...Nahum Golduran.... Tra le personalità ebree sopra citate ce n’è una che ha svolto un compito preminente: lo scrittore JULES ISAAC ebreo d’Aix en Provence. ...Profittando del Concilio, dove aveva trovato serî appoggi tra i Vescovi progressisti, Jules Isaac è stato IL PRINCIPALE TEORICO E PROMOTORE DELLA CAMPAGNA CONTRO L’INSEGNAMENTO TRADIZIONALE DELLA CHIESA. Vediamo ora la posizione presa per far prevalere la sua tesi: ... “l’antisemitismo” cristiano a base teologica è il più temibile. Infatti l’ATTEGGIAMENTO DEI CRISTIANI VERSO IL GIUDAISMO è stato sempre FONDATO SUL RACCONTO DELLA PASSIONE tale e quale è stato ri- portato dai quattro Evangelisti e sull'INSEGNAMENTO CHE NE HANNO FATTO I PADRI della Chiesa. 

l suicidio di Giuda Iscariota

...Jules Isaac ha tentato di distruggere questa base teologica fondamentale, contestando il valore storico dei racconti evangelici e screditandone gli argomenti proposti dai Padri della Chiesa. ...Il 13 giugno 1960 Jules Isaac è ricevuto da Giovanni XXIII al quale domanda la con- danna dell’insegnamento del disprezzo e consiglia la creazione di una sottocommissione incaricata di studiare tale problema. Più tardi il signor Isaac aveva la gioia di sapere che le sue proposte erano state prese in considerazione dal Papa e trasmesse per lo studio al card. Bea. ...Nel 1964 la questione era sottoposta al Concilio.
«...Jules Isaac ha consacrato due libri per criticare e distruggere i due pilastri dell’insegnamento cristiano (riguardo al deicidio: i racconti evangelici e la dottrina dei Padri della Chiesa, ndr). Nella prima di queste due opere, “Jesus et Israel”, pubblicata nel 1949, Jules Isaac critica gli Evangelisti, principalmente S. Giovanni e S.Matteo. “Lo storico ha il diritto ed il dovere di considerare I RACCONTI EVANGELICI come TESTIMONIANZE FAZIOSE contro i giudei. ... È evidente che tutti e quattro gli Evangelisti hanno avuto la stessa preoccupazione di ridurre al minimo le responsabilità romane per maggiormente aggravare quelle giudaiche... L’ACCUSA CRISTIANA CONTRO ISRAELE, l’accusa di DEICIDIO ...è ESSA STESSA CRIMINALE, LA PIÙ GRAVE, LA PIÙ NOCIVA ED ANCHE LA PIÙ INIQUA” (JULES ISAAC: L’Enseignement du Mépris, p. 141)... In breve dal racconto della Passione rivisto e corretto da Jules Isaac, gli Evangelisti ci ap- paiono come menzogneri matricolati, ma il più velenoso è senza dubbio Matteo.
«...Nella seconda delle sue opere, ‘Genèse de l’Antisémitisme’,pubblicato a Parigi nel 1956, Jules Isaac si sforza di screditare i Padri della Chiesa: ...“Contro il giudaismo ...nessuna arma si è rivelata più temi- bile dell’insegnamento del disprezzo di- mostrato soprattutto dai Padri della Chiesa del IV secolo; ed in questo insegnamento NESSUNA TESI È PIÙ NOCIVA DI QUELLA DEL POPOLO DEICIDA”. (JULES ISAAC: Genèse de l’Antisémitisme, ed. Calmann-Lévy, Paris 1956, p.327).
«La Chiesa, ci dice Jules Isaac, è la sola colpevole; i giudei sono completamente innocenti, ... solo la Chiesa perciò deve fare atto di riparazione emendando il suo millenario insegnamento. E Jules Isaac giunge sue pratiche realizzazioni. Egli domanda o piuttosto esige dal Concilio: ... la modifica «...delle preghiere liturgiche riguardanti gli ebrei, particolarmente quelle del Venerdì Santo. L’affermazione che i giudei non sono affatto responsabili della morte di Cristo... Il mettere a tacere ...i passi evangelici che ri- portano il cruciale episodio della Passione, particolarmente quello di S.Matteo che Jules Isaac ...tratta da menzognero e falsario.
«Nel Numero del 23 gennaio 1965 il settimanale ‘Terre de Provence’, pubblicato ad Aix, dava il conto di una conferenza tenuta da Mons. de Provenchères, Vescovo di Aix, citiamo l’inizio dell’articolo: Parlando di Jules Isaac mons. de Provenchères ci dice che fin dal primo incontro nel 1945 egli ebbe una profonda stima per lui, stima rispettosa che ben presto ebbe una sfumatura d’affetto. Lo schema conciliare sembra essere la ratifica solenne di quella che fu la loro conversazione. L’ORIGINE DI TALE SCHEMA CONCILIARE (NOSTRA AETATE) SI DEVE AD UNA DOMANDA DI JULES ISAAC AL VATICANO, esaminata da più di 2000 Vescovi. QUESTA INIZIATIVA FU PRESA DA UN LAICO ED UN LAICO GIUDEO”... (‘Terre de Provence’, 23 gennaio 1965).
«...2041 Padri hanno ritenuto che IL RACCONTO DELLA PASSIONE SECONDO LA VERSIONE DI JULES ISAAC ERA DA PREFERIRSI A QUELLA DI S.GIOVANNI E S.MATTEO. ...
In poche parole QUESTO VOTO... SOTTO L’APPARENZA DI CARITÀ CRISTIANA.... È UN’ALTRA TAPPA NELLA VIA DEL CEDIMENTO, DELL’ABBANDONO DEL CRISTIANESIMO TRADIZIONALE E DEL RITORNO AL GIUDAISMO. ... Per i pensatori giudei la riforma conciliare deve essere una nuova tappa nella via dell’abbandono, del cedimento, della distruzione della tradizione cattolica svuotata a poco a poco della sua sostanza» (LEON DE PONCIN: Il problema dei giudei in Concilio, Tipografia Operaia Romana,Via E.Morosini 17, Roma senza data, pp.6-28).

CONCLUSIONE

Oggi come ieri “LA SENTENZA DI CONDANNA FU EMANATA DAL CONCILIO” (Jo. XI, 49 sg.).
Oggi come ieri le infiltrazioni gnostico- cabalistiche all'interno della vera Sinagoga mosaica e della vera Chiesa di Cristo hanno fatto sì che i sommi sacerdoti abbiano rinnegato Nostro Signor Gesù Cristo “Nòlumus hunc regnare super nos”.


Giovanni Paolo II a Varsavia ha pronunciato le seguenti parole in un incontro con gli esponenti delle comunità ebraiche: «Gli incontri con i rappresentanti delle comunità ebraiche costituiscono un elemento costante dei miei viaggi apostolici. Tale fatto ha la sua eloquenza, poiché sottolinea... L’UNICA COMUNIONE DI FEDE CHE UNISCE I FIGLI DI ABRAMO, confessori della religione di Mosè e dei Profeti, CON COLORO CHE CONFESSANO ANCHE ABRAMO, il loro padre nella fede (Gv. VIII, 39) E ACCOLGONO IN CRISTO ‘figlio di Abramo e figlio di Davide’ (Mt. I, 1) ANCHE TUTTA LA RICCHISSIMA EREDITÀ DI MOSÈ E DEI PROFETI.... INSIEME ASPETTIAMO IL GIORNO DEL GIUDIZIO E DELLA RISURREZIONE... La dichiarazione conciliare ‘Nostra Aetate’... segna una SVOLTA ESSENZIALE nel rapporto dei cristiani verso gli ebrei» (Osservatore Romano, 10-11 giugno l991, p.7).
Anche a Budapest, nella sede della Nunziatura Apostolica, ha pronunciato un discorso dinanzi ai rappresentanti della comunità ebraica, in cui, tra l’altro, afferma: «Mi stava particolarmente a cuore di incontrarvi personalmente durante questo viaggio... Il Signore ci dà oggi la ...gioia di ... testimoniare LA NOSTRA FEDE IN DIO creatore e Padre. ...NOI SIAMO ORA QUI PER ADORARE IL DIO D’ISRAELE, il quale anche questa volta ha steso la sua mano pro- tettrice sopra UN RESTO BENEDETTO DEL SUO POPOLO. ... Sostenuto dalla sua fede nel Signore, il popolo ebraico ha conservato, anche nella dispersione plurimillenaria, la sua identità, i suoi riti, le sue tradizioni, ed HA ANZI CONTRIBUITO POSITIVAMENTE ALLA VITA SPIRITUALE E CULTURALE DEL MONDO...» (Osservatore Romano, 19-20 agosto l991, p.9).
Come si vede il popolo ebreo da deicida riprovato e maledetto è diventato addirittura BENEDETTO!

In un prossimo articolo dedicato alla càbala tratterò di questo processo di infiltrazione della gnosi all'interno della vera Religione dell’Antico Testamento (ai tempi di Mosè e dell’esilio di Babilonia) e del Nuovo Testamento, ai tempi del Vaticano II, vero “CONCILIUM MALIGNITATIS”. 

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