martedì 30 gennaio 2024

Nel genetliaco di Giorgio PisanΓ²

 

𝐆𝐒𝐨𝐫𝐠𝐒𝐨 𝐏𝐒𝐬𝐚𝐧𝐨̀ π‘šπ‘’π‘›π‘‘π‘Ÿπ‘’ π‘”π‘’π‘–π‘‘π‘Ž π‘™π‘Ž π‘π‘œπ‘™π‘œπ‘›π‘›π‘Ž 𝑑𝑖 𝑒𝑛 π‘Ÿπ‘’π‘π‘Žπ‘Ÿπ‘‘π‘œ 𝑑𝑖 𝐁𝐫𝐒𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐫𝐞 𝑑𝑖 π‘ π‘‘π‘Žπ‘›π‘§π‘Ž π‘Ž πΊπ‘Ÿπ‘œπ‘ π‘–π‘œ, 𝑖𝑛 π‘‰π‘Žπ‘™π‘‘π‘’π‘™π‘™π‘–π‘›π‘Ž. πΉπ‘œπ‘‘π‘œ π‘Ÿπ‘’π‘ π‘‘π‘Žπ‘’π‘Ÿπ‘Žπ‘‘π‘Ž 𝑒 π‘π‘œπ‘™π‘œπ‘Ÿπ‘–π‘§π‘§π‘Žπ‘‘π‘Ž

Ricordare Giorgio PisanΓ² significa anzitutto sottrarsi alla tentazione delle agiografie.
Vi Γ¨ un PisanΓ² che appartiene alla nostra memoria storica: il giovane volontario della Repubblica Sociale Italiana, il combattente che, nell'ora piΓΉ tragica della guerra civile, scelse di stare dalla parte dei vinti. A quella scelta, indipendentemente da ogni successiva valutazione politica, va riconosciuto un significato morale. Fu una decisione assunta nel tempo della prova, quando le parole erano poca cosa e contavano soprattutto i fatti.
Ma vi Γ¨ anche un altro PisanΓ²: quello emerso nel lungo dopoguerra, giornalista, parlamentare, protagonista di una stagione politica che non ci appartiene.
Se al primo si deve rispetto, il secondo suscita interrogativi ben piΓΉ severi.
La sua traiettoria si sviluppò infatti entro il quadro del neofascismo parlamentare e istituzionale, accettando coordinate che molti di noi hanno considerato espressione del sistema nato dal 1945. Laddove altri cercavano una prospettiva di rottura, egli perseguì una linea di integrazione; laddove alcuni individuavano nell'atlantismo uno dei cardini dell'ordine dominante, egli non ne fece mai un bersaglio centrale della propria battaglia.
Per questo motivo il nostro giudizio non puΓ² essere quello della nostalgia rituale nΓ© dell'omaggio incondizionato.
L'onore dovuto al combattente non si trasferisce automaticamente al politico.
Confondere le due figure significherebbe rinunciare a ogni serietΓ  critica. Il giovane repubblicano della RSI appartiene alla storia di una generazione che affrontΓ² il proprio destino senza cercare vie di fuga. Il PisanΓ² della maturitΓ  appartiene invece a una diversa vicenda, quella di una destra progressivamente inserita negli equilibri della Repubblica e sempre piΓΉ distante da qualunque prospettiva rivoluzionaria.
Nel giorno del suo genetliaco, dunque, non celebriamo un'icona.
Ricordiamo una figura complessa, nella quale convivono fedeltΓ  e compromesso, testimonianza e adattamento, memoria della sconfitta e partecipazione all'ordine successivo.
Al PisanΓ² che combattΓ© nelle ultime trincee della guerra civile riconosciamo l'onore della scelta.
Sul PisanΓ² venuto dopo, quello amico della Benemerita e dello stato "democratico" antifascista,
ciascuno rimane libero di esercitare il proprio giudizio.
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