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martedì 2 marzo 2010

Russia Contro Inghilterra

Nel sec. XIX, il centro di gravità della politica mediterranea si sposto verso est: dalle Baleari al Levante. La Spagna non era più una grande potenza e la Francia era indebolita. In Oriente, invece, la Russia muoveva rapidamente verso Constntinopoli e affrettava la disintegrazione dell'Impero Otomano. Perciò, il principale scopo dela politica mediterranea dell'Inghilterra diventò quello di impedire alla Russia di diventare una potenza mediterranea. La storia della questione degli stretti fu la storia degli sforzi dell'Inghilterra per impedire alla flotta russa di ottenere il libero accesso al mediterraneo. Questo obiettivo fu completamente raggiunto, dopo la guerra di Crimea, col trattato di parigi del 1856 che netraulizzò il Mar Nero e vietò alla russia di tenervi fortificazioni o navi da guerra. La Russia ripudiò questi obblighi nel 1870, quando l'Inghilterra era preoccupata per la guerra franco-prussiana. Ma Disraeli mise di nuovo in scacco la politica zarista al Congresso di Belrino nel 1878; e, da allora, la via verso Costantinopoli fu sbarrata alla Russia non solo dall'Inghilterra, ma dal Drag Nach Osten della Germania e della Austria-Ungheria.
L'Inghilterra aveva restituito le isole Jonie alla Grecia nel 1863, dopo averle tenute per mezzo secolo. Cosicché non aveva più altre basi che Gibilterra nel Mediterraneo Occidentale, e Malta in quello Orientale. Al congresso di Berlino Disraeli pretese ed ottenne Cipro. Il suo disegno era di stabilire attraverso Cipro una specie di protettorato britannico sui paesi del Mediterraneo e il Golfo Persico. Ma questo programma non doveva realizzarsi che nel 1918.
Porti migliori la flotta inglese ottenne pochi anni dopo in Egitto. Come si è detto, l'Inghilterra, nell'opposrsi alle ambizioni russe e francesi, si era assunta la parte protettrice dell'impero Ottomano. Ma la sua politica non era soltanto protettiv: nel caso che fosse diventato impossibile mantenere l'integrità dell'Impero Ottomano, l'Inghiltera intendeva acquistarne essa i frammenti, a preferenza di qualsiasi altra potenza.
La lotta con la francia nella seconda metà del secolo si concentrò intorno al Canale di Suez. Palmerston si oppose agli sforzi di De Lesseps in quanto vedeva nel progetto del Canale un tentativo francese di mettere le mani sull'Egitto.
Ma, quando il Canale fu fatto, Disraeli fece comprare dall'Inghilterra il pacchetto di azioni del Khedive. E così essa diventò in un giorno principale azionista di quell'opera, che aveva per tanto tempo avversata. pochi anni dopo, nel 1882, mentre la francia era troppo preoccupata della minaccia tedesca, occupò l'Egitto. Così mentre la Francia , dopo essere giunta quasi alla meta, abbandonò il frutto del suo sforzo di settanta anni, l'Inghilterra, intervenuta per ultima, portò a concluisione il suo affare in due mesi (Ensor-England 1870-1914; pag. 79-80).
Verso la fine del secolo XIX, si disegnò all'orizzonte una nuova minaccia per gli interessi britannici nel vicino Oriente; una minaccia che quaranta anni prima non sarebbe stato possibile neanche immaginare. Il pericolo fu creato dalla crescente influenza che la Germania prese a esercitare sull'impero Ottomano, e dal progetto tedesco della costruzione della ferovia da Costantinopoli a Baghdad. Nel 1903 la Germania offrì alla Gran Bretagna una partecipazione all'impresa; ma l'Inghilterra pretese un terzo delle azioni per sè, e un terzo per la francia. La Germania che aveva cominciato la costruzione, non intendeca cedere ad altri la maggioranza delle azioni. E quindi continuò da sola. E, negli anni successivi, la ferrovia di bagdad fu una delle principali cause di attrito fra l'Inghilterra e la Germania: seconda solo a quella degli armamenti navali.
3. continua

martedì 2 febbraio 2010

Breve storia della politica mediterranea

Incomincia, con questo post, la pubblicazione di un interessante e lungo articolo (Tempo Perduto) apparso per la prima volta sul settimanale illustrato a colori, "TEMPO" del 25 luglio 1940, A. XVIII, E.F. - Anno IV - n. 61 - ROMA -


Gerard Fiennes , in un libro che pubblicò nel 1917 Potenza navale e libertà” (Sea power and freedom), fece alcune considerazioni sulla posizione dell’Inghilterra nel Mediterraneo e sulle ragioni per cui essa tanto teneva al dominio di quel mare.

“Qualche altra ragione – egli scriveva – è necessaria per spiegare l’istinto profondamente radicato in noi, per cui ci attacchiamo con tanta tenacia al Mediterraneo. La vera risposta sembra paradossale. Fu nel Mediterraneo che noi
difendemmo il nostro secolare interesse; la libertà dei Paesi Bassi. Il punto vitale della strategia nell’Europa Centrale è sul Medio Danubio. Là fu combattuta la contesa fra la casa D’Asburgo e la Casa di Borbone, e, per la Francia, la via più facile per accedervi è quella attraverso l’Italia; e gran parte dell’Italia, a quel tempo, era un dominio dei Borboni. Ma l’Italia è una penisola, e per la Francia la via attraverso l’Italia non è mai sicura, se essa non ha il dominio del mare. Fu, dunque, per impedire alla Francia di godere del dominio del mediterraneo e di assicurarsi, così, le comunicazioni col Medio Danubio, che noi tenemmo, si può dire, ad ogni costo ad una posizione così lontana dalle basi di casa nostra”.


C’è qualche imprecisione storica in queste considerazioni. Non è esatto che la secolare contesa fra la casa D'Asburgo e quella di Borbone si combattè solo sul medio Danubio. Si combattè da per tuitto, In europa a Rocroy come a Saint Quentin, in Francia come nel palatinato. Ma lasciamo da parte la Storia, la quale è così varia che può sempre fornire elementi per qualsiasi teoria. Il fatto è che, secondo il Fiennes, l'Inghilterra teneva tanto alla sua posizione nel Mediterraneo, unicamente per difendere l'Italia dalla cupidigia francese o per lo meno che la Francia potesse attaccare gli Asburgo passando per l'Italia.
Vi è molta fantasia in questa interpretazione della politica europea. E in ogni omodo essa non spiega affatto perchè l'Inghilterra, pure avendo il dominio del Mediteraneo, non impedì a Napoleone di venire in Italia o di passarvi per combattere la casa d'Austria; come non spiega perchè, quando un attacco francese all'Austria attraverso l'Italia diventò impossibile, l'Inghilterra continuòa tenere al dominio del Mediterraneo esattamente come vi teneva prima, anzi più di quanto vi teneva prima.
Le ragioni per cui l'Inghiltera si impiantò nel Mediterraneo e poi volle rimanervi a tutti i costi furono esaminate cento e cento volte soprattutto da scrittori e da uomini politici inglesi, e, anzi, raramente è capitato che un paese, avendo il dominio di un mare e di alcuni territori, , sentisse così spesso il bisogno di procedere a esami di coscienza e di domandarsi per quali ragioni o per quali scopi avesse quel dominio e se valesse la pena di conservarlo. I risultati di queste indagini sono abbastanza concordi. I vari studiosi riconoscono che l'Inghilterra è nel Mediterraneo e ha interesse a rimanervi per tre ordini di ragioni: commerciali (alcuni preferiscono chiamarle economiche), politiche (o diplomatiche), militari (o strategiche). Alcuni inglesi aggiungevano un quarto ordine di ragioni, che si potrebbero dire umanitarie o educative. Ma l'aggiunta suscitava vari dubbi anche in Inghilterra. Molti inglesi - diceva la signora Monroe - amano aggiungere che la Gran Bretagna è vincolata dai doveri verso i popoli che abitano intorno al Mediterraneo. ma l'esame dimostra che questa teoria non si applica da per tutto. Se la Gran Bretagna abbandonase il Mediterraneo, gli arabi della Palestina la vedrebbero andar via con delizia. Anche i greci di Cipro voterebbero con gioia per l'uione con la Grecia. ecc, Tutto si ridurrebbe dunque alla protezione degli ebrei di Palestina. Ma è facile rispondere che prima dell'immigrazione sionistica l'Inghilterra teneva al dominio del Mediterraneo esattamente quanto vi ha tenuto dopo.
Mettiamo, dunque, da parte i cosiddetti obblighi morali dell'impero Britannico, e veniamo al sodo: ragioni politiche, commerciali e militari. Io semplificherei e ridurrei tutto alle ultime: alle ragioni militari. L'Inghilterra teneva alla sua posizione nel Mediterraneo per controllare il Continente Europeo. Il suo sistema di "supremazia invisibile" reggeva su alcuni postulati: il dominio del mare, il "balance of power" in Europa - (ossia la divisione dell'Europa in due gruppi di forze quasi eguali) - l'indipendenza dei Paesi Bassi, ecc. E uno di questi postulati era il controllo del Mediterraneo.
Procedimamo con ordine.
Sul mediterraneo, in genere, e sulla posiione dell'Inghilterra nel Mediterraneo, in ispecie, esiste un'immensa bibliografia: italiana, tedesca, inglese, francese. A voler fare un rapido schizzo della storia della posizione dell'Inghilterra e dei suoi interessi nel Mediterraneo, si è imbarazzati nella scelta del libro da prendere per guida. Ottime pubblicazioni italiane e tedesche non mancano. Ma, poichè la semplice narrazione storica è la migliore condanna della politica mediterranea della Gran Bretagna, preferisco seguire una esposizione inglese e, per giunta, di carattere semiufficioso; Political and strategie interests of the United Kingdom di un gruppo di studiosi del Royal Institute of International Affairs. Così, ex ore tuo te judico.
RICCIARDETTO.
1-continua