domenica 24 novembre 2024

Mondialismo e Società segrete ( quarta parte)


Il vecchio mondo è crollato e il nuovo non e ancora nato”, esordiscono gli autori, constatando che il mondo è in preda all'anarchia  “dove i vecchi valori sono contestati e disprezzati, dove di conseguenza nessuno crede più a nulla.


di Paolo Taufer

 “Per fortuna, proseguono, un barlume che ci guidi infine s'è acceso a partire dal 9 novembre 1989 con la caduta del muro di Berlino. 9 novembre vale a dire tre volte nove, poiché c'è novem che nel latino di Roma significa 9, nono mese del suo calendario. Tre volte 9 fa 999, seguito da mille, il ritorno all'unità: `l'unità della nostra civiltà, dell'universale e la fine delle tensioni".
   
Autorevole conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che nel crollo del comunismo appellarsi al caso, a nebbiosi determinismi o addirittura a interventi miracolosi del Cielo può depistare, costituendo esso crollo piuttosto un momento programmato sulla via di  quella Repubblica universale, o Grande  Opera, per secoli perseguita con sistematicità e determinazione da sette anticristiane.
   Trova altresì conferma la dottrina massonica, cioè gnostica,  del cicli cosmici secondo la  quale la terra passerebbe, con ritmo bimillenario, da un “eone a un altro “eone, da un'era ad un'altra era:
Che altri accettino la rivelazione di un'eternità che paralizza l'uomo e l'idea di una creazione immobile senza inizio né fine. Che concepiscano un tempo lineare che fluisce sempre nello stesso senso senza mai ritornare. Per noi, al contrario, dove tutto è ragione e simbolo, il grande orologio del tempo gira senza fine intorno al suo asse, ruota che instancabilmente compie ii' suoi cicli e le sue Rivoluzioni, che' gira senza posa per ritornare al suo punto di partenza, serpente ouroboros che mangia la sua, coda...”.
“...Oggi nei tempi travagliati che viviamo, annunciatori della fine del ciclo, l'abominevole era dei Pesci volge alla fine e attendiamo il sorgere dell'era dell'Acquario che inaugurerà un nuovo, grande, inizio”.
   Verso il 2000 si concluderebbe dunque “l'abominevole” e tenebrosa “Era dei Pesci, caratterizzata dal dominio di Cristo e la sua religione, fondata sul rigore morale, l'ascetismo e la rinuncia, per passare all' “Era dell'Acquario” che, all'insegna della soppressione di ogni divieto morale, costituirebbe una specie di ritorno al Paradiso terrestre (la nuova “età dell'oro"), sotto il controllo e il dominio degli “alti iniziati", formati alla scuola del talmudismo e del cabalismo ebraici, che prevedono appunto, in una prospettiva messianica, la restaurazione del “Grande Eden", o “Mondo a venire".
    ... Viviamo anni ripugnanti, dicono i nostri autori, la fine di un grande ciclo e di un piccolo ciclo, quello di ikthus, che in greco significa “pesce”. Si, stiamo evolvendo nella turbolenza di un periodo di rivelazione che in greco si chiama “apocalisse”, un caos da cui, un nuovo ordine, quello dell'Acquario, segno sublime dei nostro Fratello Mozart e della sua musica divina che inaugurerà, speriamo/o, una nuova età dell'oro”.
“Secondo la nostra tradizione brahamanica, ripresa ed esposta nell'inno induista alla Grande Dea, oggi termina il 7° ciclo". Dove il “Re del Mondo”, spiega lo storico della massoneria Serge Hutin (23), viene identificato dagli iniziati come "la massima. sovranità dei 2 governi invisibili, il vero “Re dei Re”  dal quale emanerebbe ogni autorità, diritto e potere, incluso quello della "Comunità dei Maghi" che  avrà la missione di elaborare la sintesi universale delle grandi religioni e dei potenti dirigenti..' (24) Il Re del Mondo, scrive il Guénon, riportando l'opinione di un alto iniziato polacco che negli anni fece un avventuroso viaggio nelle steppe dell'Asia Centrale, Ferdinand Ossendowski (1876-1945):  è in rapporto con i pensieri di tutti coloro che dirigono il destino dell'umanità... Conosce le loro intenzioni e le loro idee" (25).

Le rivelazioni si susseguono: “La progressiva soppressione delle frontiere economiche e sociali porterà con sé il predominio dell'uomo forte, cioè di colui che ha minori bisogni. Se le cose stanno così, dovranno condurre, dopo un periodo di forti tensioni, a un nuovo ordine teocratico". 

Siamo dunque caro lettore, al cospetto di un pensiero massonico genuino che ci riporta a quanto affermato all'inizio, ossia che colui che rifiuta una lettura teologica dei nostri tempi si condanna a non capire nulla di quanto stiamo vivendo. Viceversa per gli avversari  di Cristo non esistono dubbi, quando, come in questo caso, ci partecipano, apertis verbis, che si tratta, né più né meno, di fondare una nuova religione universale, in aperta contrapposizione col Vangelo, da proporre e imporre a tutti gli uomini. 

Tale è il pensiero della Grande Loggia di Francia, che si professa teista, lasciando a baloccarsi con la laicità e la democrazia, i bassi iniziati e il mondo profano delle turbe, rimbecillite e confuse da duecento anni di rivoluzioni. Alzti iniziati sanno invece che società sono prodotte e plasmate dalla religione: che la religione produce la morale e che dalla morale discende la legge. Per essi è assodato che senza religione non può esservi che disordine e caos.  "I preti caldei ed egiziani, coloro che celebrano i grandi misteri dell'antichità pagana, i maestri della cabala ebraica, erano degli iniziati." 

I conti tornano: coll'autorità che le deriva dall'essere la seconda obbedienza massonica francese, la Gran Loggia conferma punto per  punto le direttrici individuate in questo intervento, ossia il piano di dominazione mondiale ispirato dai maghi in diretto contatto con la potestas tenebrarum, il governo mondiale dell'Era dell'Acquario in forma di dittatura teocratica, la presenza degli alti iniziati nella società attraverso i secoli, la religione unica da essi custodita e oggi trasmessa nelle grandi adunanze dell' "Onu delle religioni" in forma di sintesi di ogni morale ed ogni costume, risultato della commistione e della contraddizione di tutte, dove non v'è più distinzione fra vero e falso, fra bene e male, dove ogni principio è contraddetto e discutibile per far sì che le regole della convivenza diventino arbitrarie e cadano nella disponibilità dei potenti, che possono allora modificarle a loro piacimento. Ma per realizzare il passaggio all'età dell'oro sarà necessario strumentalizzare, guidare ispirandole, le masse, ignare del loro bene supremo isolando allo stesso tempo con misure che vanno dall' "ostracismo morale" alla coercizione di coloro che sollecitamente non si apriranno al novus ordo, definiti "civilmente incapaci".
"Anche gli ebrei attendono la venuta di un Messia. In attesa di questa venuta, i disordini attuali e a venire determinano un atteggiamento e un'azione da opporre alle masse che hanno perduto il settentrione e l'oriente e che chiamiamo, per semplicità, “masse conservatrici", inadatte ai cambiamenti. Tali masse sono il sottoprodotto snaturato di masse politiche messe attualmente al servizio di forze distruttive". (...)

"Le individualità positive (vale a dire gli iniziati) devono creare degli “isolotti di resistenza” sulla scorta di una preoccupazione essenziale: la loro sopravvivenza. Ogni opposizione dottrinale dovrà cedere il passo di fronte a questo problema che deve condurre a un consenso unanime.

La coalizione delle individualità deve colpire con un ostracismo morale le masse conservatrici, isolarle e togliere ad esse ogni credito. Pazientemente, senza sosta, si deve mobilitare ogni elemento per ampliare il fronte”. (...)
“il rimedio a lungo termine consiste evidentemente nel massimo riassorbimento delle masse conservatrici attraverso la riabilitazione di ogni elemento responsabile. Naturalmente occorre rendersi conto che un resto vi sarà. Un certo numero rimarrà ciò che è. Occorre tuttavia guidarlo. Come? Agendo in modo deciso per privarlo dei propri mezzi di immunità e di nocività”.
Si dovrà perciò, in questo senso, maturare una giurisprudenza che distingua l'uomo illuminato che accetta ogni responsabilità e gode dei corrispondenti diritti, dal “profano”, civilmente incapace. Bene inteso, tale distinzione sarà soggetta a cambiamento, potendo ogni profano accedere all'iniziazione dopo un periodo di “prova”, vale a dire dopo avere adempiuto ai doveri che competono al suo nuovo statuto”.
Sovvengono le minacciose espressioni del “Cittadino del Mondo David Spangler, erede di Alice Bailey, fondatrice del Lucis Trust, e moderno sacerdote della Nuova Era sulla sorte da riservare a coloro che, rifiutando ad oltranza l'iniziazione alla Nuova Era, rifiuteranno il segno della Bestia: 

"Non è davvero importante sapere ciò che accadrà al vecchio mondo: siamo sicuri che il Cristo (s'intende qui l'Anticristo, n.d.r.) sorveglierà le sue milizie e che essi saranno interamente presi in carico da questa presenza cosmica...Tuttavia, noi possiamo dire qualcosa sul luogo dove andranno il vecchio mondo e coloro che vi resteranno affezionati. In tutta la creazione c'è una infinità di sfere e di ambienti, rappresentanti diversi gradi di sviluppo della coscienza...Sarà allora urgente che costoro vengano riassorbiti nei mondi interiori...in altre parole il pianeta o il livello in cui la legge di attrazione li condurrà potrà essere un altro livello della coscienza terrestre if cui essi potranno rimanere ed essere istruiti fino a quando potranno nuovamente essere rivestiti di corpo fisico...Conta poco perciò sapere se le persone dovranno essere eliminate da ogni piano terrestre o se prevarrà questo schema..." 


La comunità di intenti fra le "guide", i "master of Wisdom"  del New Age e gli alti iniziati è perfetta...come irriducibile e totale appare il comune disprezzo e odio di teosofisti e massoneria  per Cristo e la sua legge che si vuole  colpire in  coloro che la osservano e la difendono. Senonché la società che questi signori vogliono sostituire alla società cristiana non potrà reggersi perchéPpriva di ogni morale. Il rituale non è affermazione ma, come ben riconosce Sant'Agostino,  negazione, onde non può creare ma solo distruggere. Il vizio, il delitto non costruiscono ma demoliscono; perché il bene il bene e la virtù edificano e rinsaldano. La società che sta nascendo sotto i nostri occhi e in tanti, anche cattolici, salutano come l'alba di una nuova e migliore era, è dunque, una società di morte dove relativismo, soggettivismo, sregolatezza, discordia, degenerazione, droga, aborto, alcolismo, imperversano in misura sempre crescente. Gli alti iniziati stanno togliendo all'uomo quella verità che fa liberi.  fondamento di ogni libertà, lo riducono in realtà ad una schiavitù inaudita, in pari tempo, offrendogli la "libertà dalla Legge divina", quella libertà di delitto di cui pornografia, divorzio e vizio sono le manifestazioni più evidenti e impressionanti. All'insegnamento di Cristo, per cui il peccato è schiavitù, (Giov. 8,34) e la "verità rende liberi" (Giov, 8, 32) essi contrappongono quello per cui il peccato è liberazione dall'oppressione dei comandamenti, e la negazione della verità oggettiva, e quindi del Bene e della Legge oggettivi, è lo scopo per cui l'uomo deve aspirare con tute le proprie forze per realizzare la sua dignità di essere libero. 

Ma torniamo al nostro documento: gli avvenimenti e i segni ci mostrano bene che stiamo per raggiungere la fine di un grande piccolo segno (ciclo? n.d.r.). La ruota si appresta a girare , ma ssumerà il verso buono o cattivo della rotazione? Dextrosum o sinistrorsum? Verso destra o verso sinistra? Che ci predice la Ruota della fortuna la lama 10 del tarocco iniziatico ?"

Noi che pretendiamo di essere un'alleanza di uomini illuminati che senza sosta lavorano al  progresso dell'Umanità , diamo tutti assieme, in un'immensa catena d'unione , tutti gli ordini e tutte le obbedienze tra loro fuse, si, diamo tutti insieme il buon impulso alla Grande Ruota Cosmica  che misura il tempo a spirale...". Si , tutti i segni sono lì a rivelarcelo: il mondo avanza a grandi passi da quasi 300 anni che l'ultima massoneria s'è costituita". 

Senonchè, non se ne dubiti, il regno di costoro sarà breve: sulla menzogna non si costruisce, e, come vi ho già detto il male non crea, ma distrugge: Satana è il negatore, non il Creatore. Abilissimo nell'annientare egli, e come lui i suoi seguaci, è incapace di costruire. Potere quindi essere certi, su questo coincidono la buona logica e la Scrittura, che il suo regno sarà tremendo, ma assai breve. Quando l'Iniquo si manifesterà, e l'uomo metterà se stesso nel tempio di Dio (II Tess. 2,4), quando gli uomini di Chiesa avranno consumato fino in fondo la grande apostasia (II Tess. 3), quándo il Governo mondiale predetto nell'Apocalisse (13, 7-8) sarà installato e la Grande Opera satanica compiuta, allora il Signore Gesù distruggerà l'Anticristo e tutti coloro che, sedotti dalle sue lusinghe o intimiditi dalle sue minacce, non avranno accolto la verità in maniera da salvarsi (II Tess. 2,12). Egli precipiterà tutti questi operatori di iniquità nello stagno di fuoco e zolfo preparato per essi, e il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli (Ap. 14, 10-11). 

La domanda che si pone a questo punto e che investe direttamente ogni cattolico, perchè in essa è contenuto il nostro destino eterno, è questa: "E noi?", "E io?". Di che parte siamo, di che parte sono, di che parte saremo? Non ci si illuda di neutralità, tra il bene e il male non è possibile: chi si proclama indifferente, neutrale fra i due, è già dalla parte del male.' Gesù stesso l'ha detto: "chi non è con me è contro di me" (Matteo 12,30). La nostra inerzia in questi momenti prepara la nostra caduta: chi non si oppone alla corrente ne sarà rapito e l'albero cade dove pende. All'opera dunque! fin d'ora, aprendo le intelligenze, svelando l'azione della Controchiesa, staccando etichette, ripulendo apparenze, avendo ben presente la responsabilità che comporta il conoscere, che va di pari passo con quella di far conoscere, chiedendo assiduamente, quotidianamente, alla Madonna quel dono della perseveranza finale che, come ci ricorda S. Alfonso de Liguori in quella vera e propria guida del Cielo che è il suo "Apparecchio alla morte", certamente ci concederà se, a nostra volta, saremo perseveranți nel chiederglielo.

Fine. 

Le prime tre parti dell'articolo  "Mondialismo e società segrete" sono state

pubblicate sui numeri 135,136 e 137 di "Avanguardia".


Note:

23) Serge Hutin, "Governi occulti e società segrete", ed. Mediterranee, Roma 1973, pag. 62.

24) ibidem, pag. 195.

25) René Guénon, "Il Re del Mondo", edizioni Adelphi, Milano 1994, pag. 39.

sabato 15 giugno 2024

Ricorre oggi il genetliaco di un grande combattente: Léon Joseph Marie Ignace Degrelle.


Nato il 15 giugno 1906 a Buglione, una cittadina dell'Ardenna belga: la sua famiglia era di origine francese. Suo padre, Édouard Degrelle, era un birraio che si trasferì in Belgio dalla Francia nel 1901. Dopo un’adolescenza idilliaca nella pittoresca regione delle Ardenne, compì i suoi studi presso i Padri gesuiti e poi si iscrisse all'Università di Lovanio. Qui conquista il dottorato in diritto. S'interessa però a tutte le discipline intellettuali: amplia i suoi studi universitari, nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali; si interessa d'arte e d'archeologia, nonché della filosofia tomistica.
La giovinezza di Degrelle fu ricca di avventure. A soli vent'anni, era già proprietario di un settimanale e autore di cinque libri. Profondamente devoto al cristianesimo, si impegnò attivamente nell'Azione Cattolica, diventandone un fervente condottiero. La sua vera passione, tuttavia, era la politica: mirava a conquistare le masse, in particolare quelle marxiste, per convertirle al suo ideale di una trasformazione politica, sociale e, soprattutto, spirituale della società. Aspirava a elevare il popolo, a creare uno Stato forte, competente, responsabile e duraturo, sostenuto democraticamente da un consenso popolare consapevole e sensibile. Tenne più di duemila discorsi pubblici, sempre aperti al dibattito.
Degrelle intraprese una brillante carriera politica e militare. Nel 1932 sposò Marie-Paule Lemai, figlia di un industriale francese, e insieme ebbero cinque figli: Chantal, Anne, Godelieve, Léon-Marie e Marie-Christine. Fondò il movimento nazionalista belga di ispirazione cattolica conosciuto come "rexismo". Il 24 maggio 1936, il suo movimento ottenne un trionfo elettorale, conquistando 33 seggi tra deputati e senatori.
Il potere assoluto è ciò che cerca, in uno stile che ricorda il fascismo del tempo. L'Europa di allora era ancora confinata a nazioni gelose del loro passato, isolate dai vicini. Léon Degrelle guardava oltre. Da studente, aveva esplorato l'America Latina, gli Stati Uniti e il Canada; successivamente visitò il Nord Africa e il Medio Oriente. Conosceva l'Europa a fondo e credeva in un destino comune che un giorno l'avrebbe unita. Invitato da Mussolini, incontrò Hitler a Berlino e Churchill a Londra.
Si adoperò disperatamente, rischiando la sua carriera politica, per evitare che l'Europa precipitasse in un'altra guerra. Tuttavia, le rivalità e gli odi franco-anglo-tedeschi prevalevano. E da Mosca, Stalin mirava a sfruttare questi conflitti per imporre il comunismo in Europa una volta che fosse stata prosciugata.
La guerra scoppiò, iniziando in Polonia nel 1939, nell'Europa occidentale nel 1940, per poi diventare la Seconda Guerra Mondiale nel 1941.
Tutto cambiò. La bandiera con la svastica sventolava dal Polo Nord fino alla frontiera spagnola e alle coste della Grecia. Ma la guerra civile europea proseguiva tra tedeschi e britannici. Stalin, dal suo rifugio moscovita, attendeva il momento per porre fine al conflitto e raccogliere i frutti. Hitler lo anticipò, invadendo l'URSS il 22 giugno 1921. Per l'Europa era un tiro di moneta: vincere Hitler o Stalin.
Fu allora che migliaia di giovani volontari da tutta Europa si alzarono, comprendendo che il destino delle loro nazioni era in gioco. Alla fine, furono 600.000 europei, non tedeschi, a combattere sul Fronte Orientale, portando decine di divisioni in più alla Waffen SS.
La Waffen SS era l'esercito d'assalto europeo, sia ideologico che militare. I tedeschi, 400.000, erano in minoranza. Era, per la prima volta, un vero esercito di un'Europa unita, forte di un milione di giovani combattenti.
. Ognuna di quelle divisioni è destinata a fornire al suo popolo, dopo le ostilità, una struttura politica liberata dai nazionalismi ristretti. Tutti conducono la stessa battaglia.
Tutti hanno la stessa ideologia. Tutti vogliono lo stesso assembramento. Tutti sono diventati camerati. Di tutta la guerra europea 1940-1945, il fenomeno Waffen S.S. è il fenomeno politico-militare meno conosciuto, e, forse, il più importante.
LEON DEGRELLE ne fu uno dei guerrieri più famosi. Partito soldato semplice, guadagnando tutti i suoi gradi, da caporale a generale, per «meriti eccezionali in combattimento», conducendo 75 a corpo a corpo, ferito numerose volte, decorato con le più alte onorificenze: il collare della Ritterkreuz, le Fronde di Quercia, la Croce d'Oro Tedeica, il distintivo d'oro dei combattimenti ravvicinati, la Medaglia d'Oro dei Feriti, ecc.
Nel corso della notte che segui la fine della Seconda Guerra Mondiale, LEON DEGRELLE riuscì a sfuggire alla capitolazione superando l'Europa intera in aereo, mitragliato lungo più di duemila chilometri, per schiantarsi, gravemente ferito, davanti il porto di San Sebastian in Spagna.
E' vissuto sino alla fine del marzo 1994, in esilio, a Malaga, in una casa in cui la storia e l'arte si accoppiano. Per lui, non vi è politica senza conoscenza della Storia, non vi è elevazione dei popoli senza partecipazione alla bellezza. Dovunque, da lui, il passato più esaltante e la perfezione delle forme alimentano l'ispirazione.
L'opera di LEON DEGRELLE fu sempre epopea e poesia. Ad ognuno dei suoi passi, la grandezza di Roma, i suoi marmi, i suoi bronzi, i suoi vetri lievi ed armoniosi lo accompagnano. E la grazia dei colonnati arabi. E la gravità dell'arte gotica. E la sontuosità del Rinascimento e del Barocco. E la gloria delle sue bandiere.
Onore alla sua memoria!
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mercoledì 24 aprile 2024

25 APRILE 1945



STORIA:

Il 25 aprile 1945 non ci fu alcuna insurrezione nelle grandi città, a cominciare da Milano, dove i fascisti inquadrati in piazza Dante e in piazza S. Sepolcro, lasciarono indisturbati la città verso le 5 del mattino dell’oramai 26 aprile.
Il CLNAI ,che doveva subentrare nella autorità di governo, uscito dai comodi rifugi curiali, per mancanza di uomini dovette far occupare le sedi governative, a cominciare dalla Prefettura di Corso Monforte lasciata da Mussolini, da reparti della Guardia di Finanza, passata all’ultimo minuto con la cosiddetta Resistenza.
Di partigiani: neppure l’ombra.
Tutti gli storici seri, hanno potuto accertare, anche con testimonianze di persone del posto e non politicizzate, che il 25 aprile la vita in Milano proseguì tranquilla, cinema e ristoranti compresi, per tutto il giorno, anche se il fantasma del CLNAI aveva proclamato l’insurrezione, ma tranne alcuni scioperi tranviari e negli uffici pubblici, qualche agitazione nelle fabbriche di periferia, qualche sirena che veniva messa in azione, nessuno se ne era accorto.
Oggi sappiamo che tutti i presunti resoconti di gesta partigiane, in quel giorno, sono pure invenzioni, che le foto, fatte a posteriori, con partigiani armati di tutto punto che fingono di affrontare un inesistente nemico, sono scenografie da set, che anche il giorno dopo, il 26 aprile, in una Milano dove oramai i fascisti se ne erano andati verso Como, alcuni gruppi di partigiani , si azzardarono a mettere fuori la testa e a presidiare alcune grandi strade, ma in genere la città non li vide proprio, tanto che ci furono vari fascisti che vi capitarono a passare, anche in camicia nera, e non furono per nulla disturbati.
Solo il 27 aprile, arrivarono in Milano, assieme ad alcune avanguardie delle truppe Alleate, alcune “divisioni” di brigate Garibaldi e simili, tutte in divise nuove fiammanti di marca americana, ad attestare che questi “eroici” partigiani, fuggiti in montagna proprio per evitare di fare la guerra, di fatto non l’avevano fatta proprio.
Fu allora che le file della Resistenza si infoltirono dei cosiddetti “partigiani dell’ultim’ora”, quelli che si iscrissero ai CLN sui banchetti di strada e nelle sedi improvvisate, e nel clima festaiolo divennero tutti partigiani. In seguito si iscrissero alle associazioni partigiane: sono quelli che poi andavano dicendo: “io ho combattuto contro i fascisti” e ci rimediarono anche qualche pensioncina resistenziale.
Questa è la verità storica di un inesistente 25 aprile quale giorno di “liberazione”.
Ma quel giorno, simbolicamente, avvenne invece, questa si, la fine della nostra patria occupata, da allora e per sempre, dallo straniero.
gli alleati imposero le loro leggi, pretesero l’abolizione delle grandi riforme sociali della RSI e la riconsegna delle imprese nelle mani degli industriali, imposero al nostro paese l’adeguamento al sistema finanziario occidentale, un sistema di usura e rapina,
i esportarono la coca cola, lo chewing-gum, i flipper e con essi il vizio, le droghe, la corruzione, ma soprattutto il modello way of life americano che è significato la fine di tutte le nostre culture e tradizioni.
E da quel 25 aprile 1945 non ci siamo più liberati, anzi oggi con 113 basi straniere sul nostro territorio, abbiamo perso ogni minimo residuo di sovranità nazionale.
Possono quindi festeggiare questa fittizia data del 25 aprile tutti i democratici, i degenerati, le destre reazionarie, e accozzaglie simili.
ridicolo è invece il festeggiamento delle sinistre, quelle che si spacciavano per comunisti: per loro il 25 aprile con l’arrivo delle truppe americane era la liberazione, un momento dopo gli americani diventarono gli imperialisti da combattere.
E questo fino a quando quel “mondo occidentale”, che loro stessi avevano contribuito ad affermare, non li ha totalmente fagocitati, trasformati in compagni al caviale, poi in neoradicali, quindi in liberal, e addio comunismo: svampito, imploso con tutta la sua utopia.
Ci sarebbe da chiede ai “compagni”: 25 aprile, ma che cazzo vi festeggiate?!

Maurizio Barozzi