mercoledì 28 febbraio 2001

Appunti non conformi alla logica del transgenico

«... Noi non saremo mai strumenti per la sperimentazione industriale, dal momento in cui abbiamo la vita già parecchio avvelenata da tutte le pestilenze generate dalla democrazia e dal suo irrimediabile caos degenerativo»

Dal n° 181 - Febbraio 2001 della rivista “Avanguardia”-

Scritto da Leonardo FONTE

Quella sorta di manifesto politico-ideologico che abbiamo pubblicato nella precedente pagina, contro le aberrazioni dell'ingegneria genetica favorita dalle speculazioni delle multinazionali e da «folli» e scriteriati scienziati che hanno smarrito ogni contatto con l'equilibrio parsimonioso della natura, ha origine da articolate e fondate analisi della così definita «sinistra antagonista», o rivoluzionaria. Noi, e non potrebbe essere diversamente, facciamo nostre tutte queste proposizioni espresse.
D'altro canto, i nostri postulati ‑antiscientisti e antimaterialisti‑ dottrinali e culturali, organistici e di legame col sacro e con l'inviolabile, ci hanno da sempre messi al fianco di madre natura, senza avvertire la necessità di dichiararci ambientalisti o ecologisti. Ogni nazionalrivoluzionario è cosciente che la ricchezza della propria Terra ha origine dal contadinato e da una buona produzione agricola. La salvaguardia dell'ambiente diviene così un aspetto fondamentale e prioritario dello Stato popolare. Questa è una affermazione politicamente incontrovertibile.
A cavallo tra gli anni '70 e gli anni `80, l'indimenticabile e fraterno camerata, Beppe Niccolai presentò duranti i lavori della Direzione nazionale dell'ex-MSI un documento stilato originariamente dall'ex-PCI (cambiando e omettendo qualche particolare irrilevante), riscuotendo approvazioni ed applausi dalla platea missista. Oggi sia le parti che il momento storico sono diversi, rimane in piedi però lo stesso nemico: le centrali e le strutture dell'oligarchia giudaico-mondialista.
Ciò che per noi è politicamente di primordine ha il suo centro nella battaglia e nella contrapposizione allo scientismo materialista ed al mercantilismo usurocratico di cui è permeata la società moderna consumista ed omogeneizzante. Quindi, nel caso specifico oltre che di grande attualità, nell'avversione e nella denuncia delle mostruosità delle manipolazioni genetiche, a tutto quanto è «scienza per la scienza», ed in questa battaglia non esistono ostacoli ideologici. Si tratta di una battaglia per la vita e per il futuro di tutti noi che solo le coscienze più sensibili e più nobili, che solo quegli uomini i quali non credono che «tutto» debba essere fatto per il denaro e per il mercato, possono comprendere, sviluppare e portare avanti. Non lesinando alcun sacrificio.
«La nostra idea non può che realizzarsi attraverso l'abbattimento non solo delle nocività ma anche delle istituzioni e dell'addomesticamento che le sostengono ...». Un'affermazione politico-rivoluzionaria che porta in sè un'essenza ed una validità organica e totale: non possiamo sconfiggere il male rappresentato dalla società moderna, con la sua meccanicistica alienante dell'iperproduzione e dell'iperconsumo, se non procediamo all'annichilimento ed alla distruzione delle strutture che lo reggono in piedi.
Dato che ad ogni latitudine e ad ogni longitudine governi e governanti imbelli ed imbecilli, ipocriti e vili, permettono alle grandi centrali di sfruttamento e dell'invasione genetica qualsiasi aberrazione possibile, si dovrà sviluppare ed organizzare più concretamente ogni iniziativa unitaria di mobilitazione utile ai fini della lotta contro il Sistema.
Questa battaglia rivoluzionaria noi la abbiamo individuata e conseguenzialmente indirizzata contro quello che abbiamo definito il Sistema giudaico-mondialista.
La multinazionale, mostro ingrassato da una concentrazione di capitali cosmopoliti ed a direzione sovranazionale e sovraistituzionale, col suo carico antipopolare di sfruttamento e di omogeneizzazione è tra i più grandi nemici della Terra, dei popoli e delle nazioni ed una delle strutture tangibili del sistema mondialista. La multinazionale è, altresì, quella struttura oligarchica che sta rigettando nel peggiore dei colonialismi tutti quei popoli del Terzo mondo che operando in sinergia con la terra e le sue risorse erano sul punto di affrancarsi da quella dolorosa esperienza. La multinazionale avrà il possesso del brevetto dei semi (transgenici) utili per la semina e la produzione che anno per anno il contadino dovrà riacquistare. Questa prassi mafiosa e criminale ha generato delle resistenze e delle ribellioni specie in Europa. Conseguenzialmente, «le multinazionali, temendo le azioni di boicottaggio, hanno in parte risolto il problema trasferendo tutte le principali piantagioni transgeniche dal primo (Europa, America) al terzo mondo (Africa, Asia, America Latina), dove le popolazioni rurali sono più indifese e maggiormente ricattabili».
Le multinazionali (leggi Monsanto, leggi Novartis) con le loro filiali, sono le principali responsabili dell'avvelenamento alimentare che si sta ripercuotendo sulla specie umana, costretta a cibarsi di «alimenti» dei quali spesso non si conosce l'origine.
L'effetto della mucca pazza è un sintomo molto pericoloso, dal quale avvertiamo come la manipolazione dei geni insieme alle lordure industriali si ripercuotano pesantemente sulla società. La frenetica corsa alla sperimentazione della scienza, sulla quale le istituzioni politiche sembrano non muovere alcun controllo, sta oramai sovvertendo in maniera irreversibile il rapporto tra l'uomo e la natura indirizzando entrambi verso una strada senza ritorno. L'uomo ha abusato scriteriatamente e continuamente della natura, approfittando ignorantemente della grande duttilità che essa ci offre.
Monsanto e Novartis, con altre multinazionali della chimica, hanno prodotto le famigerate farine animali che hanno avvelenato i capi di bestiame in Europa, trasformandoli da erbivori a «famelici» carnivori. Queste multinazionali oltre ad avere causato un terribile danno a milioni di persone, si sono rese responsabili della violazione delle leggi che la natura ha posto a regola e a difesa delle varie specie, per impedire la produzione di mostruosi esseri ibridi: «... la caratteristica principale del transgenismo è appunto quella di attenuare, tramite manipolazioni in laboratorio, l'impenetrabilità di queste barriere e di permettere scambi genetici tra individui di specie oltremodo diverse. Da tali manipolazioni derivano quelle nuove categorie di esseri viventi che sono, nel mondo vegetale, le piante transgeniche; di simili organismi non esistono precedenti in natura, o almeno non ne esistono come prodotto della trasmissione sessuale di origine diversa».
«Che cosa avverrà delle piante transgeniche una volta che si siano ampiamente propagate in natura e che le loro "specie" siano diventate più numerose e varie? Alcune, diffondendosi e contaminando le specie "naturali" -trasmettendo loro per esempio i geni di tolleranza agli erbicidi, come nel caso della colza- daranno forse vita a delle "supermalerbe"? Dopo il morbo della "mucca pazza" dovremo forse lamentare epidemie di "erbe pazze", iperinvasive, resistenti agli erbicidi più potenti, e di cui sarà quasi impossibile sbarazzarsi?».
La «genia» degli scienziati è tale e illuminante da definire oscurantisti tutti coloro i quali sono contrari alle loro aberrazioni sulle manipolazioni genetiche. Ma come potremo avere fiducia a tale specie animale quando abbiamo sotto gli occhi i risultati di queste loro criminali fantasticherie scientifiche?
Come possiamo fidarci di questi personaggi al servizio delle multinazionali? Dopo che essi hanno contribuito ad avvelenarci con tonnellate di DDT, con le farine animali, con gli antibiotici e gli steroidi anabolizzanti iniettati a più non posso negli allevamenti, è lecito che questi signori e queste concentrazioni finanziarie debbano essere guardati quanto meno con sospetto, come nemici dell'umanità.
Osservate un po', in Italia, da quale pulpito viene la predica: da un'ebrea, come Rita Levi Montalcini, e da un personaggio legato a doppio filo con gli interessi degli Stati Uniti, quale Renato Dulbecco ... premio nobel! Ma che cazzo vogliono costoro? Che tutti si diventi numeri da impollinare in provetta per gli utili dissennati delle multinazionali, o per le sperimentazioni «NBC» della CIA?
Di questi personaggi che godono delle impunità dei centri dì sfruttamento criminale d'oltremanica e d'oltreoceano ne abbiamo piene le scatole, come del resto di tutti quelli che in nome del progresso e del mercato ci stanno trasmutando in individui programmati al computer per la catena dell'alienazione del «produrre‑acquistare‑consumare». In questo caso non hanno torto gli ebrei che ci definiscono «gojm», (=bestie)!
La complessità e l'equilibrio di tutti gli organismi viventi è tale che la manipolazione a cui saranno sottoposti avrà un effetto boomerang. In ogni caso: dopo un giorno o dieci anni. La complessità degli organismi viventi è tale che le biotecnologie non possono alterarli senza danneggiarli.
«Numerosi studi hanno messo in luce che le piante modificate con la tossina del BT [Bacillus Thuringiensis] stanno facendo nascere ceppi di parassiti resistenti a questa. Infatti, la prima pianta in cui è stato inserito il bacillo BT fu il mais, allo scopo di produrre una tossina che lo proteggesse dalla «farfalla piramide», per evitare che quest'ultima distruggesse per la propria ingordigia i raccolti di mais. Ciò ha provocato comunque la comparsa di parassiti resistenti (circa il 20%), che necessitano a loro volto di un nuovo pesticida, o di un nuovo trattamento transgenico, in grado di eliminarli, ma che inevitabilmente genererà un'altra percentuale di parassiti che resisteranno al nuovo medicinale e così fino al parassita invulnerabile».
Sulle tossine derivanti dal BT, Jean Marie Pelt, insegnante di Botanica e Fisiologia delle piante all'Università di Metz, afferma: «L'esempio del mais transgenico è particolarmente significativo. Esso contiene in particolare un gene produttore di una molecola insetticida, letale per certi tipi di farfalla e proveniente da un batterio del terreno che è stato isolato in Germania, il Bacillus Thuringiensis (BT). Questo mais, detto per l'appunto "BT", è progettato per resistere al suo predatore, la piralide, sviluppando nei propri tessuti questo pesticida che si ritiene non tossico per l'uomo [...] Ora è stato accertato che nell'arco di alcune generazioni la piralide riesce infallibilmente a sviluppare una resistenza a questo pesticida, privando così del suo oggetto la trasformazione genetica del mais. Per molto tempo si è creduto che il "BT", pesticida di origine naturale, non inducesse tolleranza in questi parassiti; oggi si sa che non è così».
In questo frangente, riteniamo non dovere aggiungere altro su questo tema che è di fondamentale importanza per la mobilitazione rivoluzionaria da parte degli antagonismi politici contro il Sistema. Sarà compito delle avanguardie rivoluzionarie ampliare il significato di questa battaglia, di renderla sempre più credibile, dî farne un presupposto rivoluzionario da veicolare a settori sempre più vasti della società, dato che il Sistema irrimediabilmente sta conducendo la propria opera di annichilimento e di repressione dalla galera al laboratorio. Noi non saremo mai strumenti per la sperimentazione industriale, dal momento in cui abbiamo la vita già parecchio avvelenata da tutte le pestilenze generate dalla democrazia e dal suo irrimediabile caos degenerativo.
Noi che non ci siamo mai venduti ad alcuno, nè ci venderemo mai, non possiamo minimamente pensare di lasciare le nostre esistenze nelle mani di vili profittatori che dall'interno di un laboratorio o da dietro un computer ‑che modella la vita e il percorso d'una industria multinazionale‑ operano al fine di indirizzare le scelte di ogni abitante del pianeta. Questa è una delle insidie più minacciose partorite dalla società moderna post-industriale e capitalista.
I nostri nemici hanno snaturato il legame primordiale tra l'uomo e la terra, hanno svilito ogni rapporto tra esso ed il Sacro. Dalla terra di nessuno, senza compromessi, affermiamo che è già l'ora, ben matura, della battaglia per la disintegrazione e per l'annientamento del Sistema!

* Per approfondire la tematica delle manipolazioni in laboratorio di specie animale e vegetale consigliamo la lettura di:

  1. Jéan‑Marie Pelt, “L'orto di Frankenstein. Cibi e piante transgenici”, Feltrinelli, Milano 2000, pp. 146 lire 22.000; collettivo malatempora-Marco Caponera,
  2. “Transgenico NO. La guerra globale tra i signori del Transgenico e i popoli della terra”, malatempora, Roma 2000, pp. 115 lire 14.000.

Questi testi sono portatori di analisi articolate e compiute di un buon spessore scientifico, provenienti da ambienti politico‑culturali della «sinistra» antagonista. Ne consigliamo la lettura ai fini di un auspicabile superamento del maleolente crinale dell'anticomunismo e del parodistico steccato della... «lotta all'immigrazione», in una logica organica di contrapposizione frontale contro il nemico comune, individuato nel giudeo‑capitalismo. Se poi, oggi, i «compagni» volessero perseguire nella arida strada dell'antifascismo, beh: significherà che nell'ottica della contrapposizione rivoluzionaria al Sistema saremo più intelligenti. O quanto meno non concederemo alibi al nemico ai fini della frazionistica logica degli opposti estremismi.

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