La guerra di Spagna e il "debito" Italiano.
Il 1° aprile 1939, Francisco Franco annunciò via radio la fine della guerra civile spagnola, sancendo la vittoria definitiva dei nazionalisti sulle forze repubblicane dopo quasi tre anni di conflitto.
Con il proclama "La guerra ha terminato", Franco instaurò una dittatura , chiudendo il conflitto iniziato nel 1936 e dando inizio al periodo franchista.
Francisco Franco rimase capo e dittatore della Spagna – la nomina ufficiale era caudillo, che significa “leader” – per i trentasei anni successivi alla fine della guerra, dal primo aprile 1939 fino al giorno della sua morte, il 20 novembre 1975.
Negli anni il suo regime ebbe lievi aperture dal punto di vista politico e grandi aperture dal punto di vista economico.
Pochi anni prima della sua morte, nel 1969, Franco decise che il principe Juan Carlos, nipote del vecchio re mandato in esilio durante la Repubblica, sarebbe diventato suo successore nel ruolo di capo di Stato. Diventato re, Juan Carlos I trasformò in pochi anni la Spagna in un paese democratico, periodo che in Spagna è noto come Transición española.
Cinque miliardi di lire: è la cifra del risarcimento spagnolo per la partecipazione dell’Italia alla guerra di Spagna.
Il debito, definito nel 1940 tra l’allora ministro degli Esteri spagnolo, Beigbeder, e l’ambasciatore italiano a Madrid, Gambara, sarebbe stato risarcito in 50 rate semestrali, dal 1942 al 1967, ed era garantito da 5.000 buoni del Tesoro spagnolo depositati presso la Banca d’Italia a Roma.
A differenza del debito verso la Germania, che venne liquidato almeno parzialmente già durante la guerra civile attraverso scambi commerciali, nel caso italiano l’entità fu maggiore e divenne oggetto di specifici accordi dopo la fine del conflitto.
La partecipazione italiana alla guerra civile spagnola (1936-1939) ha avuto un costo enorme per le finanze statali, stimato in circa 8,5 miliardi di lire dell'epoca al 1939. Questo sforzo bellico, a supporto delle forze franchiste, ha comportato la spedizione di migliaia di uomini e ingenti forniture di armamenti.
L'Italia ha impiegato 1.930 cannoni, 10.135 armi automatiche, 240.747 fucili, 7.668 automezzi, 763 aeroplani e decine di navi da guerra, inquadrati principalmente nel Corpo Truppe Volontarie (CTV).
Ecco i dettagli del costo dell'intervento italiano:
Alla fine del 1939, il debito della Spagna verso l'Italia era stimato in 8.496.284.889 lire.
Nel 1940, il debito fu definito in 5 miliardi di lire, con un accordo per il risarcimento in 50 rate semestrali, dal 1942 al 1967, garantito da buoni del tesoro.
nazionalisti spagnoli hanno rimborsato solo parzialmente il costo, con circa 486 milioni di lire versati nei primi anni, prevalentemente in forniture dirette.
L'intervento ha pesato notevolmente sul bilancio dello Stato, prefigurando le spese per la Seconda Guerra Mondiale.
Nonostante la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana, l'Italia continuò a esigere il pagamento del debito.
Per la Spagna di Franco, onorare questi impegni finanziari era un modo per mantenere una parvenza di credibilità internazionale durante l'isolamento del dopoguerra.
Oltre alle rate in denaro, una parte del debito fu saldata nei primi anni tramite forniture di materie prime e prodotti agricoli, che l'Italia scambiò per sostenere la propria economia durante la Seconda Guerra Mondiale.
In sintesi, la Spagna onorò l'accordo del 1940, finendo di pagare le rate previste fino al 1962-1967 (a seconda delle fonti storiografiche sul saldo finale delle ultime quot

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