lunedì 1 gennaio 2018

I nsotrri Anni decisivi

 DALLE CRISI GEOPOLITICHE ALLA FINTA "EMERGENZA FASCISMO"di queste settimane: tuti iodi vengono al pettine e ognuno deve scegliere il suo schieramento. 

di Adriano Scianca

Mai come in queste settimane si ha l'impressione che tutto, ma proprio tutto, stia avvicinandosi a una resa dei conti finale che forse, per carità, non avverrà mai, che forse è solo immaginaria, ma i cui segni, non di meno, si fanno sentire.

A livello internazionale, c'è un Medio Oriente mai pacificato e anzi al centro di nuovi interessi e mire egemoniche, c'è un'Arabia Saudita in trasformazione che non è ben chiaro dove stia andando, c'è una questione palestinese rinfocolata dalla vicenda di Gerusalemme capitale, c'è una Corea del Nord dai destini imperscrutabili e c'è un equilibrio generale tra superpotenze (Usa, Russia e Cina) sempre in bilico tra nuovo consociativismo geopolitico e scontro asimmetrico.

Dal punto di vista ideologico, l'attacco alle identità sta raggiungendo proprio ora il suo apice, con l'estremizzarsi fino al parossismo di una serie di battaglie convergenti per scopi e obbiettivi: ideologia gender, neo-femminismo, processo al maschio, processo al padre, immigrazionismo, etno-masochismo, messa in questione di ogni memoria identitaria, sostituzione etnica.

Tanti fronti diversi di un'unica battaglia, quella contro la nostra civiltà.

In Italia, intanto, va di gran moda l'emergenza antifascista. Anche in questo caso, sembra proprio che i nodi stiano venendo al pettine: si comincia a riparlare di processi per «ricostituzione del partito fascista», si varano regolamenti comunali volti a limitare la libertà d'espressione, e quindi palesemente incostituzionali, anche se creati «a difesa della Costituzione», si agita davanti ai riflettori una minaccia eversiva che non c'è, non esiste, ma che in compenso serve a ricompattare una sinistra quanto mai divisa e a distogliere l'attenzione da una povertà, sociale ed esistenziale, che avanza implacabile.

Il tutto mentre, questo mese, ricorre il quarantennale della strage di Acca Larentia, che di simili fermenti fu a suo tempo la conseguenza ineluttabile.

Insomma, tutto sta succedendo ora. Non domani, non fra dieci anni, ma adesso. L'attacco incrociato a ciò che siamo - come civiltà, come nazione, come comunità politica - sta avvenendo sotto i nostri occhi. Tutto accade ora, quindi anche la reazione deve essere tarata sulle stesse coordinate: hic et nunc. Oswald Spengler intitolò Anni decisivi un suo famoso e, per molti versi, preveggente libro. Un'altra traduzione, tuttavia, rende il titolo tedesco come Anni della decisione. Un'ambivalenza cruciale: l'epoca decisiva è anche e sempre quella che richiede decisione. È esattamente la situazione della nostra epoca.

Quando è nata questa rivista, appena pochissimi mesi fa, abbiamo esordito con una dichiarazione impegnativa: si trattava, dicevamo, non di una semplice avventura editoriale, ma di uno strumento di guerra. Guerra politica e culturale, certo, guerra non violenta, ma pur sempre guerra, la cui posta in palio non è poi così dissimile da quella dei conflitti veri: essere o non essere.A ognuno la sua scelta.