sabato 9 settembre 2006

Pezze rosse


Ieri sera, in una delle due piazze principali, c'è stato un vanaglorioso sventolio di bandiere rosse, di falci e di martelli. C'era bisogno davvero di una sceneggiata simile? Cartelli che documentavano il degrado cittadino, attraverso la macabra esposizione di fotografie scattate da dilettanti della ripresa. Un'altra bacheca testimoniava lo sperpero di denaro pubblico, attraverso lo scandaloso aumento dell'indennità di carica. Una compilation con le immagini delle "gloriose" tessere del PCI. Peccato che il PRC assomiglia nè poco né punto a quel grande partito di massa che fu il P.C.I. C'era veramente bisogno di tutto questo? O forse i cittadini non vedono quanto accade dinanzi ai loro occhi?
Ieri correva l'anniversario di un giorno triste per l'Italia tutta, il giorno della vergogna.
E loro che fanno? Fanno una festa. Bravi! E cosa dovremmo festeggiare? La gloria del nostro paese? O quello di Badoglio? Hanno saputo costoro rispettare il sangue dei vinti, onorare le morti innocenti, assumere il peso gravoso della storia?
Cosa hanno fatto di così encomiabile per dare lustro ad una tradizione che ormai rappresenta solo una realtà marginale, quasi folkloristica, che non rispetta nemmeno se stessa? Le sue scaturigini sono state piegate dalla deriva economicista, dal lusso conformista di un intellettualismo squallido e fine a se stesso. Perchè costoro, imberbi narcisisti, figli del benessere borghese, sventolano le bandiere rosse e indossano improbabili T-shirt? Queste manifestazioni "legali" fanno il verso a quelle parodistiche processioni "illegali" in quel di Predappio, dove ogni anno, si recano turiferi religiosi in camicia nera a menar vanto della loro vetusta fede. In che cosa si sono adoperati - fattivamente - questi figli della borghesia? Pensano forse basti aver imbastito quattro articoli per la compilazione di un giornalino per dire di avercela fatta? Due fogli di carta formato A3, pieni di amenità e luoghi comuni, di denuncie mai presentate, di articoli presi a prestito senza permesso, di sproloqui senza nè capo nè coda. Che cosa avranno poi da sventolare così orgogliosamente?

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