venerdì 8 settembre 2006

Voglia di "jihad"



Senza volerlo, l'altro ieri, mi sono imbattutto in alcuni tizi che discutevano, con fare fra il serio e il faceto, dell'imperversare in Europa di movimenti filoislamici che reclutano, soprattutto fra i giovani, "adepti" da impiegare nella annosa battaglia contro l'occidente.
Ebbene, neanche a farlo apposta, lo stesso giorno "il FOGLIO" di Giuliano Ferrara (o di  Veronica Lario) pubblicava in prima pagina la cronaca di un arresto avvenuto in Danimarca  di nove persone, con un età compresa fra i diciotto e i 35 anni. Non solo giovanissimi, dunque.  I nove arrestati sono tutti danesi Doc. Questa notizia, più dell'arresto in se stesso, ha destato uno scalpore spropositato.
Ci si meraviglia che nel "ventre molle dell'Europa" (come lo chiama Ferrara) si possano verificare eventi del genere. Non quindi immigrati fanatici che praticano lo "Jihad" , ma guerriglieri autoctoni che hanno abbracciato la causa islamica.
Niente di più prevedibile, invece! Appare superfluo rimarcare che si tratta di "cellule dormienti", non  "movimenti di massa". Ed anche questo è logico. Poichè è sempre una élite che si eleva sulla massa umanoide per far si che le cose cambino realmente. Il legame con i fratelli musulmani, dunque, non è un caso. L'islam - oggi - rappresenta un punto nevralgico di "coagulazione" entro cui è possibile formare l'èlite. Quale giovane ardimentoso potrebbe essere entusiasta d'entrare in un movimento che invece della lotta propone la "non azione", la stasi . O se propone la guerra lo fa esclusivamente per mantenere lo status quo per biechi interessi economici. Uno stato - è bene ricordarlo - che non è più espressione della tradizione occidentale. Oggi tale tradizione è stata inquinata da elementi spuri che ne hanno minato le fondamenta ed è ovvio che chi ha uno spirito guerriero, non riesca ad aderivi più.  L'alternativa esiste per evitare di "cadere nelle braccia degli Isalmici" ma, ovviamente, non tutti la conoscono.

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