Visualizzazione post con etichetta ONU. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ONU. Mostra tutti i post

martedì 27 marzo 2007

Schizofrenie politico-istituzionali


27-03-2007 - 15:01

immagineSono letteralmente disgustato da tutto questo mercanteggiare, da questo insulso "mercato delle vacche". La mostra amata repubblica democratica e antifascista, maggioranza e opposizione, sta dando un cattivo spettacolo di se. Non entrerò nel merito della "missione di Pace", condotta sotto l'egida dell'ONU. Non esprimerò alcun giudizio di merito circa la giustezza di questa guerra. Purtuttavia, un governo serio deve mantener fede agli impegni presi. Altrimenti siamo di fronte ad uno stato-pagliaccio. E se c'è un reale cambiamento di rotta il governo in carica deve avvisare gli alleati e le forze in campo e accollarsi tutte le responsabilità che una tale decisione comporta. Non si può procedere sull'onda di un sensazionalismo, mirato a far combaciare due facciate di due diverse medaglie. In altre parole, non si può un giorno dire una cosa e quello successivo farne un'altra. Quest'atteggiamento schizofrenico è dovuto in gran parte all'estrema litigiosita di uno schieramento, estremamente variegato, unito solo da un pessimo antiberlusconismo di facciata. Purtroppo, le moderne espressioni politiche mettono tutti nello stesso "calderone democratico" e vanno necessariamente incontro a questa specie di problemi. D'altronde, tale situazione la si conosceva fin dall'inizio. E, sotto questo punto di vista, il centrosinistra ha ragione da vendere. Perciò chi reclama il diritto di ritornare alle urne, di dare voce al "popolo sovrano" è in cattiva fede. Perchè è stato proprio il popolo a scegliersi questo governiccchio. Un governicchio veramente debole e sconclusionato. Sotto quest'ultimo aspetto, però, una parte di colpa la si deve attribuire ad una pessima legge elettorale, giustamente giudicata da qualcuno come una "porcata". Ciò nonostante tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Perchè una cosa è immaginare un conflitto interno (alla maggioranza) altra cosa e viverlo in prima persona. Ma tant'è...

martedì 5 settembre 2006

Le guerre umanitarie




"Completato lo sbarco del primo contingente di caschi bleu italiani. Ottocentosettanta  i militari destinati a rafforzare la misione Onu nel Libano del sud. Obiettivo assistere l''esercito linbanese nell'azione di bonifica da armi e miliziani hezbollah...".
 
In seguito al susseguirsi degli ultimi eventi bellici è d'uopo - per i combattenti  - scendere in campo e prendere posizione. L'ONU (se ancora ci fosse il bisogno di dimostrarlo) è un ricettacolo di bei propositi ad suo e consumo delle "menti belle", che si fanno scudo della pace per proclamare la guerra. Bisogna anzitutto affrancarsi dalle congetture liberal-progressiste, secondo cui le "democrazie" devono intervenire per ristabilire la "pace". Quale pace potrà esservi in un mondo dominato dalle potenze della dissoluzione? Nell'ex Jugoslavia, in Afghanistan, in Iraq e in tutti i territori del mondo gli americani e i reparti coloniali alleati hanno solo portato distruzione e morte. Interventi eterodiretti, con lo scudo delle "missioni di Pace" e degli interventi "umanitari",  sono serviti unicamente a modificare l'assetto geopolitico in funzione degli interessi ameriKani.  Per tal motivo, ogni popolo deve seguire il suo destino. E' ora che la gente apra gli occhi e butti a mare tutto il ciarpame ideologico che sta alla base di queste storture. Se, nel modo aumenta la disoccupazione, la povertà e  quant'altro, questo lo si deve al turbocapitalismo e al suo modo dissennato di guidare il mondo. Beninteso: non esiterà mai un paradiso in terra! Credere questo equivale ad essere dei  "fanciulli dello spirito", degli imberbi inamidati e tirati a lucido.
La guerra è una cosa giusta. Ma lo è quando essa avviene secondo i canoni della normalità, quando essa rispetta il CODICE DI GUERRA, quando la guerra è vissuta per se stessa,  non per motivi di second'ordine. Non è un caso che i militari d'oggi vengano chiamati "sold-ati", quindi mercenari al soldo del potentati economici e non più guerrieri al servizio dello spirito.
Sic transit gloria mundi.