mercoledì 23 agosto 2006

Colletti Bianchi


Quattro miliardi di euro in tre anni per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Questa è la cifra occorrente per "foraggiare" la sempre scontenta categoria dei Colletti bianchi. Ma, a quanto pare,  non basta: i sindacati, come era prevedibile, non sono d'accordo. Chiedono un miliardo e mezzo di euro in più! Forse potrebbero anche aver ragione, se questi "solerti" dipendenti facessero qualcosa in più, invece di riscaldare le sedie a sbafo dei contribuenti. La cosa che più fa specie e la totale assenza nell'agenda sindacale delle categorie non protette: disoccupati di lungo e medio periodo e, soprattutto, inoccupati e lavoratori al nero. Per loro i sindacati non muvono un dito!  Ci si preoccupa solo di chi versa la quota al proprio ufficio. Allora ecco una proposta.  Aboliamo i contratti nazionali di lavoro e mettiamo tutti sullo stesso piano. Ognuno avrà un contratto individuale di lavoro, poichè nessun uomo è uguale all'atro. In tal modo sarà fatta giustizia e non vi saranno sperequazioni sociali. Tutti, per guadagnare,  dovranno faticare e avere solo il corrispettivo per quanto sanno veramente fare o per quanto hanno portato a termine. Più meritocrazia e meno burocrazia, più efficienza e meno scansafatiche. Una regola aurea, che darebbe una forte spinta alla crescita e ridurrebbe i costi al lumicino. Ma ciò, evidentemente, è solo una dolce chimera.

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